PIACENZA-BOBBIO
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S.E. Rev.ma Mons. GIANNI AMBROSIO ,

Omelia in occasione della Veglia Pasquale

Cattedrale


È veramente straordinaria questa notte: la veglia pasquale, madre di tutte le veglie, raccoglie tutto il mistero dell’amore di Dio e lo esprime nei segni, nei gesti e nelle parole. Questo mistero si rivela a noi partendo dalla creazione e dalla storia del popolo ebraico per arrivare fine all’evento centrale della rivelazione, la Pasqua del Signore Gesù. La liturgia ci introduce in questo mistero perché la luce sfolgorante di Cristo risorto vinca in modo definitivo la potenza delle tenebre del male e della morte. Lasciamoci guidare dalla liturgia per riaccendere nei nostri cuori la speranza e la gioia. Grazie al Signore Gesù, grazie alla sua passione, morte e risurrezione, ciò che era distrutto si ricostruisce, ciò che era oscuro si  illumina, ciò che era invecchiato si rinnova. Tutti noi veniamo ricostruiti, illuminati, rinnovati dalla Pasqua per vivere come figli di Dio in unione con Cristo risorto.
Dopo la benedizione del cero pasquale, fatta sul sagrato della Cattedrale, abbiamo cominciato la processione dietro la luce. Siamo partiti dal buio, da occidente, dove il sole tramonta, ci siamo incamminati verso l’altare, verso oriente, da dove nasce il sole. Abbiamo seguito la luce proclamando Lumen Christi, la luce di Cristo che illumina il mondo. Questa processione riassume il cammino catecumenale e penitenziale della Quaresima. Non solo: i nostri passi riprendono anche i molti passi del lungo cammino di Israele nel deserto verso la terra promessa. Inoltre nel nostro cammino verso la luce, vediamo il cammino dell’umanità che nel buio cerca la luce, nell’oscurità delle storia cerca la vera vita, cerca la riconciliazione e la pace, cerca l’alleanza tra il cielo e la terra.
Con gioia e gratitudine abbiamo cantato, nel prefazio dell’Exultet, la nostra lode a Dio che ha fatto risplendere la sua luce nella notte del nostro tempo e ha vinto, con la morte di Cristo, la nostra debolezza, la nostra miseria, il nostro del peccato. L’inno di ringraziamento dei redenti sale dal nostro cuore: “Questa è la notte che salva su tutta la terra i credenti nel Cristo dall’oscurità del peccato e della corruzione del mondo, li consacra all’amore del Padre (...).  A lui la gloria e il potere per tutti i secoli in eterno”.
 Abbiamo camminato alla luce del cero pasquale, simbolo del Cristo risorto. Cristo è la luce, è la via, la verità e la vita. Abbiamo ascoltato le diverse letture della parola di Dio che ci hanno ricordato che veniamo da lontano e che siamo dentro una storia che storia di salvezza: dalla creazione del mondo passando attraverso Abramo, nostro padre nella fede, fino a Mosè con la liberazione di Israele dalla schiavitù e il cammino verso la terra promessa. Motivo di speranza è l’annuncio della promessa del dono dello Spirito stesso di Dio del profeta Ezechiele: “Vi darò un cuore nuovo, metterò dentro di voi uno Spirito nuovo... porrò il mio Spirito dentro di voi e vi farò osservare e mettere in pratica le mie leggi”. Questa promessa si compie in Gesù Cristo: grazie a lui abbiamo il dono della vita nuova, cioè della vita non ripiegata su se stessa per la paura e dell’egoismo, ma aperta all’amore, al dono come risposta all’amore di Dio.
Siamo arrivati al culmine dell’annuncio della Pasqua: “Non è qui – dice l’angelo al sepolcro di Gesù – è risorto!”. Dio, il Padre, ha risuscitato dai morti Gesù, il Figlio amato. In Cristo Gesù la vita ha trionfato, la morte non ha più nessun potere su di lui. Questa è l’opera meravigliosa del Padre per il suo Figlio, questa è la nostra grazia e la nostra speranza perché noi, in comunione con Cristo, siamo figli amati dal Padre.
 È molto bello in questa notte di Pasqua celebrare il santo battesimo di alcuni catecumeni. Accogliamo con gioia Viviane, Filomena, Kikelomo, Kathalina, Laura. Nella notte pasquale, nel sacramento del battesimo, si realizza realmente la risurrezione, la vittoria sulla morte. Si realizza per queste sorelle che hanno risposto alla chiamata del Signore. E si realizza anche per noi tutti che abbiamo ricevuto da tempo il battesimo. Facciamo memoria viva e rinnovata della grazia di essere immersi nel mistero della morte di Gesù e della sua risurrezione, per appartenere a lui e condividere il suo destino di vita e di amore. Nel battesimo riceviamo la nostra nuova identità: siamo figli di Dio, apparteniamo a Lui grazie all’amore di Cristo che ci ha liberati dal peccato. Siamo membri della famiglia di Cristo, la Chiesa, siamo resi capaci di dare la nostra risposta all’amore di Dio e di vivere nell’amore verso Dio e i fratelli.  
Ora ci rimane l’ultimo passo della nostra celebrazione con la partecipazione alla mensa eucaristica. È il culmine del nostro cammino: celebriamo l’eucaristia, memoriale della Pasqua del Signore, la nostra vita è nutrita da Gesù, dalla sua esistenza donata, dal suo farsi nostro cibo e bevanda. La vita del Signore donata a noi nel segno del pane e del vino ci nutre e ci rigenera, ci dona la forza per vivere la nostra vita pasquale nella luce e nell’amore della Pasqua di risurrezione. Amen.



31/03/2018 S.E. Rev.ma Mons. GIANNI AMBROSIO