PIACENZA-BOBBIO
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S.E. Rev.ma Mons. GIANNI AMBROSIO ,

Solennità dell’Epifania del Signore

Cattedrale.


Letture Is 60, 1-6; Ef 3, 2-3.5-6; Mt 2, 1-12
Carissimi fratelli, carissime sorelle
1. ”Entrati nella casa, videro il bambino con Maria sua Madre”: il lungo cammino dei Magi si conclude davanti a quel Bambino nato a Betlemme. Lo videro e riconobbero in Lui il Verbo che si è fatto uomo per incontrare gli uomini e donare la grazia di diventare figli di Dio. I Magi lo videro e “si prostrarono e lo adorarono”: adorarono Dio che riconobbero in quel Bambino nato a Betlemme. 
Tutti noi siamo rappresentati da questi Magi che vengono da lontano e dai pastori che si recarono alla mangiatoia nella notte di Natale Tutta l’umanità è chiamata a mettersi in cammino per andare incontro al Dio, per conoscerlo e amarlo e accogliere la sua salvezza.  
 
2. La festa dell’Epifania ci invita a vedere nel cammino dei pastori e dei Magi il desiderio dell’uomo di cercare e di incontrare Dio. C’è nell’uomo il desiderio di Dio, c’è nel cuore di tutti la nostalgia di Dio. Anche se il cuore di molti sembra quasi freddo, anche se il desiderio sembra quasi spento, tuttavia continua a essere vera l’affermazione di sant’Agostino: “Ci hai fatti per Te e inquieto è il nostro cuore finché non riposa in te” (Le Confessioni, I,1,1) Perché “l’anima mia ha sete del Dio vivente”, recita il salmo. Perché l’uomo è inquieto e ricerca l’incontro con Colui che la sorgente della vita e dell’amore. Perché nel cuore di ogni uomo abita lo Spirito, che è vivo e operante: siamo tutti cercatori di Dio, di luce, di pace, di amore.
3. Per molti il cammino è breve, tuttavia non è mai semplice, perché è sempre necessaria la conversione. Spesso basta un testimone, un incontro, un libro, un volto: diventano segni di una stella che brilla, di una luce che indica l’itinerario in cui si incomincia a intravedere la gioia dell’incontro. Ma occorre comunque camminare e soprattutto occorre sempre lasciarsi sorprendere dal Signore.
Siamo tutti cercatori di Dio, ma per molti non è ancora chiaro il senso di questa ricerca. A molti il cammino appare troppo lungo e faticoso e si adagiano nella pigrizia spirituale o si interessano solo alle cose materiali. Ma tutti gli uomini, in un modo o nell’altro, sono cercatori di Dio. I Magi sono un esempio di ricerca coraggiosa, di apertura mentale e di perseveranza: si mettono in cammino, escono dalla propria terra e dalle comode abitudini, percorono strade ignote e rischiano anche di perdersi. Essi non si fermano, perseverano e arrivano davanti a quel Bambino. 
 
4. Se la ricerca umana è importante, dobbiamo ricordare che è innanzi tutto Dio che viene a cercare noi: è il mistero dell’Incarnazione, del Natale e dell’Epifania; è Dio che si dona e si manifesta all’uomo. Chiamiamo ‘mistero’ questo suo progetto di venire incontro all’uomo e di donarci il suo amore. L’apostolo Paolo usa questo termine ‘mistero’ per esprimere la grazia di Dio che si manifesta: “per rivelazione mi è stato fatto conoscere il mistero”. Questa grazia di Dio è già insita nella creazione, si svela nella storia nel cammino del popolo di Israele, in particolare attraverso la voce dei profeti. Finalmente il mistero si manifesta pienamente in Gesù Cristo: in Lui abbiamo la comunione con il Padre. San Paolo esprime la grazia di questo dono con queste parole: “Le genti sono chiamate, in Cristo Gesù, a condividere la stessa eredità, a formare lo stesso corpo e a essere partecipi della stessa promessa per mezzo del Vangelo”. Tutte le genti sono chiamate, senza differenze: Dio è Padre di tutti e in Gesù Cristo, Figlio del Padre e nostro fratello, dona a tutti la gioia di diventare figli e la capacità di vivere come fratelli.
Questo dono di Dio che è per tutti si manifesta nei Magi: è la gioiosa notizia della Epifania. Noi celebriamo la bontà di Dio che nel dono di Gesù si è abbassato fino a noi per manifestarsi e salvarci. Dio ci ama e vuole la nostra felicità piena. Nessuno è escluso dal suo amore, dal suo desiderio di farci partecipi della sua eredità.     
Cari fratelli e sorelle, nel Figlio incarnato è svelato il mistero di Dio ed è manifestata la verità della nostra vita, bisognosa di luce e desiderosa di conoscere il Signore. Anche noi, come i Magi, esprimiamo la nostra meraviglia credente. Nella santa Eucaristia che stiamo celebrando, ringraziamo e adoriamo: il Signore Gesù si dona a noi e si fa nostro cibo per sostenerci nel nostro cammino. Con la luce della stella, facciamo risplendere la bellezza di una fede luminosa, di una speranza sicura e di una carità generosa. Amen. 



06/01/2018 S.E. Rev.ma Mons. GIANNI AMBROSIO