PIACENZA-BOBBIO
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S.E. Rev.ma Mons. GIANNI AMBROSIO ,

Esequie di don Pierantonio Oddi e 19ª DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO



Letture 1Re 19, 9.11-13; Rom 9, 1-5; Mt 14, 22-33

Carissimi fratelli, carissime sorelle
1. Con la preghiera del cristiano suffragio affidiamo alla misericordia di Dio don Pierantonio, un sacerdote che ha amato il Signore e ha servito il popolo del Signore, un pastore pieno di dedizione e di zelo pastorale. Rivolgiamo questa nostra preghiera pensando alla grande fatica di assicurare a voi, cari fedeli di Morfasso, la sua presenza di sacerdote nella vostra comunità nonostante l’età avanzata, la sofferenza per le malattie e l’imbarazzo di dover celebrare seduto sulla carrozzina. Rivolgiamo la nostra preghiera pensando al lungo servizio pastorale che egli ha svolto, prima negli Stati Uniti e poi soprattutto nella comunità parrocchiale di Gallicano. La presenza di parrocchiani di Gallicano, insieme al loro parroco e con la banda musicale, venuti appositamente qui oggi, come in altre circostanze per la festa di santa Franca, attesta il vostro grato ricordo per il servizio pastorale di don Pierantonio. Anche il vescovo della diocesi di Palestrina mi ha telefonato e mi ha inviato un messaggio.
2. Mentre siamo in preghiera per affidare alla misericordia di Dio il nostro fratello sacerdote, il racconto evangelico della liturgia di questa domenica ci presenta innanzi tutto la preghiera di Gesù. Subito dopo aver sfamato la folla, Gesù la congeda e ordina ai discepoli di precederlo all’altra riva del lago di Galilea. Poi Gesù “salì sul monte, in disparte, a pregare”. Una preghiera prolungata che dura tutta la notte: è il dialogo intimo del Figlio che si rivolge al Padre per accogliere la sua voce e trovare la luce e la forza per svolgere la missione che gli ha affidato. La preghiera di Gesù ci coinvolge: Gesù è il Figlio che si fa Servo obbediente per donarci la grazia della salvezza, della vita nuova. La preghiera filiale, fiduciosa e obbediente di Gesù interpella tutti noi, perché la missione di Gesù riguarda noi, la nostra vita e il nostro destino. Siamo tutti noi partecipi di questa relazione filiale di Gesù con il Padre: con Gesù, possiamo rivolgerci a Dio chiamandolo Padre, ‘Padre nostro’, come egli ci ha insegnato.
3. In quella notte in cui Gesù era in preghiera, i discepoli sono in grande difficoltà. La loro barca si trova in mezzo al lago di Tiberiade in balìa del vento contrario e delle onde minacciose. Lottano con fatica, come avviene per noi di fronte alle avversità, alle prese con tante difficoltà. Forse quei discepoli si sono sentiti abbandonati, come a volte capita a noi. Ma i discepoli, di allora e di sempre, non sono mai soli e non sono mai abbandonati. Gesù ha pregato per tutta la notte non solo per sé, ma anche perché la sua missione continuasse attraverso i suoi discepoli, attraverso la sua Chiesa. La preghiera di Gesù è la forza che ha sostenuto don Pierantonio e tutti noi in mezzo alle difficoltà e alle avversità. 
 
4. Sul finire della notte, Gesù si fa presente. La sua parola incoraggia, conforta e rassicura i suoi discepoli: “Coraggio, sono io, non abbiate paura”. Egli è “Dio con noi”, è il Signore della vita e della storia.
Allora Pietro vuole subito andare incontro al Signore che gli dice: “vieni”. Ma presto il vento forte lo impaurisce e grida: “Signore, salvami”. È la sua preghiera, la preghiera di Pietro e la preghiera di tutti noi che abbiamo bisogno, come Pietro, di crescere nella fede, di riconoscere che solo fidandoci della parola di Gesù possiamo vincere la paura, le avversità e le forze del male.
Infine l’evangelista Matteo ci invita a volgere il nostro sguardo su quella mano tesa che Gesù offre a Pietro: “Gesù tese la mano, lo afferrò”. Così, aggrappato a quella mano, Pietro può finalmente fidarsi del Signore e può esclamare con gli altri discepoli: “Davvero tu sei Figlio di Dio”.
5. Cari fratelli e sorelle, viene spontaneo pensare che Gesù offra la sua mano al nostro fratello don Pierantonio ed egli l’accolga esclamando: “davvero tu sei Figlio di Dio”. Ma questo pensiero che viene alla mente ha il suo fondamento nella professione della fede, che ci assicura che l’amore di Dio in Cristo è la mano che ci è offerta perché non sprofondiamo nell’abisso della morte. Don Pierantonio, con la sua dedizione al servizio di Gesù e della sua Chiesa, ha annunciato e testimoniato questo amore. Ora il Signore, nella sua bontà, gli tenda la mano e lo conduca alla pienezza della salvezza, nella vita di amore del mistero di Dio. Affidiamo a questa mano del Signore il nostro fratello confidando nell’intercessione di santa Franca e della Vergine Santa Assunta in cielo, patrona di questa comunità. Amen.  
 



13/08/2017 S.E. Rev.ma Mons. GIANNI AMBROSIO