PIACENZA-BOBBIO
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S.E. Rev.ma Mons. GIANNI AMBROSIO ,

Solennità dell’Assunzione

Cattedrale di Piacenza e nel pomeriggio, concattedrale di Bobbio.


Letture: Ap 11,19a;12,1-6a.10 – 1Cor 15,20-27a – Lc 1, 39-56

Queridas hermanas, queridos hermanos de Ecuador y de otros paises de America Latina
1. La Madre de Jesús, glorificada en los cielos en cuerpo y alma, es la imagen de la Iglesia, la imagen de toto el pueblo de Dios que llegará a su plenitud en el siglo futuro. La Madre de Jesus es nuetra Madre y ella, como señal de esperanza cierta y de consuelo, brilla ante el Pueblo de Dios en marcha hasta que llegue el día del Señor.
La fiesta de la Asuncion no es la conmemoración de un privilegio más de la Virgen, que la aparta de nosotros. Es el día de la esperanza en que se empieza a cumplir la promesa del Señor Jesús hecha a nosotros: “el que cree en mi tiene vida eterna y yo lo resucitaré el último día”. Para ustedes es un dia muy especial, es la fiesta de la Reina de El Cisne: bienvenidos a todos y buena fiesta llena de fe, de alegría y de esperança por el encuentro de amor con la Virgen.
Ser cristianos significa creer que Cristo ha resucitado verdaderamente de entre los muertos. También el misterio de la Asunción de María en cuerpo y alma se inscribe completamente en la resurrección de Cristo. Y nuestra resurrección se inscribe tambien en la resurrección de Cristo.
2. Es verdad que Maria tuvo una misión y un puesto de privilegio: el ser Madre del Hijo de Dios. Pero cuando el pueblo le grita a Jesús: “bendito el vientre que te llevó”, la respuesta de Jesús es: “más bien bendito el que oye la palabra de Dios y la cumple, el que cree en mi y en mi palabra, porque tiene vida eterna”. La fiesta de hoy es una consecuencia del misterio de nuestra fe: la resurrección de Cristo y, en Cristo, nuestra resurrección. Nosotros que estamos aquí, un día viviremos con Jesús y María. Dejemos a un lado el ‘como’ y el ‘cuando’ que no lo podemos imaginar. Quedemos con esta realidad de fe.
3. Hermanos y hermanas, María Santissima se nos ha adelantado. Dios la ha puesto en lo alto del cielo, como estrella llena de luz que nos llene de esperanza al hacer nuestro camino:
- Cuando la luz de nuestra fe vacile, miremos a la estrella y pidamos a María esa fe que nos trae la vida eterna.
- Cuando nos encontremos sin esperanza por los problemas familiares, económicos, de enfermedades, miremos a la estrella y María nos dará esperanza, que también Ella llegó a lo alto por senderos duros, por el camino del Calvario.
4. Hemos escuchado el cántico de María, el Magnificat : es el cántico de la esperanza, el cántico del Pueblo de Dios que camina en la historia, el cántico de totos  los han afrontado la lucha por la vida llevando en el corazón la esperanza de los pequeños y humildes. María dice: “Proclama mi alma la grandeza del Señor”. Hoy la Iglesia también canta esto y lo canta en todo el mundo. Este cántico es  nuestra fuerza, nuestra gracia: Maria nos hace avanzar mirando al cielo. Y María está siempre allí, cercana a esas comunidades, a esos hermanos nuestros, camina con ellos, sufre con ellos, y canta con ellos el Magnificat de la esperanza.
Que María, Madre de Dios y Madre nuestra, Reina del Cisne, nos llene de alegría y esperanza y sea la estrella que nos conduzca a donde esta Jesús. Termino con las palabras de la canción de la Reina del Cisne: “¡Qué bella eres, Reina del Cisne, Qué bella eres”: Tus ojos son como dos palomas”. Amen.
 
Solennità dell’Assunzione, Concattedrale di Bobbio
Carissimi fratelli, carissime sorelle
 
1. “L’anima mia magnifica il Signore e il mio spirito esulta in Dio, mio Salvatore”. La festa dell’Assunta ci invita ad unirci a Maria nella lode e nel ringraziamento. Il mistero che celebriamo è la conclusione delle “grandi cose” che Dio operato in Gesù Cristo e, grazie al Lui, in Maria e in tutti noi. Con gioia riconosciamo pienamente ‘beata’ l’umile serva che ha creduto nella parola del Signore e ha detto il suo ‘sì’ al progetto di amore di Dio. Questa donna, creatura umana come tutti noi, ha svolto la missione che Dio le ha affidato, è diventata la madre di Gesù, ha accompagnato il Figlio, come vera discepola, fino ai piedi della croce, coinvolta nella passione, morte e risurrezione di Cristo. Al termine della sua esistenza terrena, il Signore, nella sua misericordia, l’ha accolta in cielo in anima e in corpo.  
 
2. Sappiamo che c’è poca speranza in tanti cuori, forse anche nel nostro cuore. Oggi è la festa della speranza cristiana, una speranza che si esprime nelle molte Chiese che i nostri padri hanno voluto dedicare all’Assunta, come questa Cattedrale. In mezzo alle difficoltà e alle sofferenze della vita, il popolo credente ha riconosciuto in Maria la meta definitiva del pellegrinaggio dei discepoli di Cristo. Il popolo del Signore ha visto e vede in Lei il segno che anticipa ciò che il Signore ha pensato per tutti noi, e cioè la grazia della vita eterna, la nostra comunione piena con Dio.  Per questo diremo nel Prefazio: Maria assunta in cielo è la consolazione e la speranza per il popolo ancora in cammino. 
 
3. Ciò che è avvenuto in modo unico per Maria, avviene anche per noi. In Lei vediamo il compimento del progetto di Dio su di noi, in Lei vediamo la sovrabbondante realizzazione del nostro desiderio di vita, di una vita definitiva, che dura per sempre. Sempre nel cantico del Magnificat, Maria annuncia la misericordia di Dio che si estende a tutte le generazioni: “di generazione in generazione la sua misericordia per quelli che lo temono”. L’annuncio di Maria si compie in Gesù Cristo che ci dona la misericordia del Padre facendoci diventare figli di Dio, partecipi della sua risurrezione. Così è avvenuto per Maria: il mistero dell’Assunta è inscritto nella risurrezione di Cristo. Nella seconda lettura l’apostolo Paolo ci ricorda che Cristo è il primo dei risorti e che la sua vittoria sulla morte si estende a quanti gli appartengono. Essere cristiani, ci dice l’apostolo, significa credere che Cristo è veramente risorto dai morti e che “in Cristo tutti riceveranno la vita”: è il dono di Dio per noi. Questa è la speranza cristiana: in Maria vediamo la nostra umanità che entra nel mistero di amore e di comunione di Dio.  
 
4. Carissimi fratelli e sorelle, il Magnificat è il cantico di Maria e della Chiesa. La lode e il rendimento di grazie, la gioia e la speranza hanno segnato la vita della Vergine Maria. Possano segnare anche la nostra vita e aiutarci ad essere costantemente rivolti ai beni eterni: è la condizione per condividere la gloria di Maria. Volgere lo sguardo ai beni eterni vuol dire ricordare che siamo in cammino, pellegrini verso l’amore di Dio: non dimentichiamo la meta finale del nostro cammino. Vuol dire riscoprire la dimensione di eternità che è nascosta nella nostra esistenza quotidiana: ritroviamo la dignità della persona umana e il valore della nostra umanità e preghiamo perché cessino i gesti di disumanità e di disprezzo della persona umana.
Invochiamo la Vergine Assunta perché aiuti tutti noi a ravvivare la nostra fede e ad essere testimoni di speranza in cammino verso il destino di eternità a cui siamo chiamati. Rivolga a noi il suo sguardo di Madre e rischiari la nostra strada perché possa arrivare alla meta, alla casa di Dio, nostro Padre, che ci aspetta con amore. Amen. 
     
 



15/08/2017 S.E. Rev.ma Mons. GIANNI AMBROSIO