PIACENZA-BOBBIO
    DOCUMENTI
   
   




 
S.E. Rev.ma Mons. GIANNI AMBROSIO ,

Esequie di don Pietro Petrilli

Chiesa parrocchia di San Corrado Confalonieri (PC)


Letture: 1Ts 5,1-6.9-11; Sal 26; Lc 4,31-37
 
Carissimi confratelli, carissimi fratelli e sorelle
 
1. Don Pietro Petrilli è ritornato oggi in questa sua chiesa di San Corrado, chiesa che egli ha costruito, amato e custodito durante i molti anni del suo ministero. È il sacerdote che visto nascere la comunità parrocchiale attorno alla chiesa, il parroco che ha accolto e accompagnato nella fede questa comunità con le sue famiglie, con i bambini e i giovani un tempo numerosi. Nel corso degli anni, sotto la sua guida di questo pastore risoluto che aveva a cuore il bene del suo gregge, la parrocchia è diventata l’anima di questo quartiere, il punto di riferimento per tutti. Giovani, anziani, poveri, associazioni sportive, gli scout, la Caritas: tutti hanno trovato qui una casa e un padre sincero e schietto, ma sempre pronto ad ascoltare e a impegnarsi per trovare una soluzione, per offrire un cammino di speranza illuminato dalla fede in Gesù Cristo. Fino all’ultimo giorno questa comunità è rimasta nel suo cuore, fino all’ultimo respiro egli ha pregato per questa sua famiglia parrocchiale. La nostra preghiera di suffragio per il fratello don Pietro si lascia ispirare dalla Parola del Signore che la liturgia odierna ci presenta. Accogliamo questa Parola come se fosse l’ultima raccomandazione che don Pietro, il pastore e il padre si rivolge al suo popolo, ai suoi figli.  
2. Nella prima lettura Paolo, l’apostolo, si rivolge alla comunità a lui molto cara, la comunità cristiana di Tessalonica. Paolo esprime innanzi tutto con parole piene di tenerezza il suo affetto per i cristiani di Tessalonica: li chiama fratelli e poi li chiama figli. E aggiunge: “Siamo stati amorevoli in mezzo a voi, come una madre che ha cura dei propri figli. (...) Sapete pure che, come fa un padre verso i propri figli, abbiamo esortato ciascuno di voi” (1Ts 2,7-11). L’apostolo non si limita a esprimere il suo affetto personale, ma richiama colui è all’origine della sua missione di apostolo: l’amore del Signore nostro Gesù Cristo. Nel suo amore, Gesù Cristo ci ha resi figli di Dio e Paolo desidera comunicare a tutti questa grazia. Riascoltiamo le parole che la liturgia odierna ci presenta e che illuminano la nostra preghiera di suffragio per don Pietro: “Ma voi, fratelli, non siete nelle tenebre, cosicché quel giorno possa sorprendervi come un ladro. Infatti siete tutti figli della luce e figli del giorno; noi non apparteniamo alla notte, né alle tenebre”.
Le parole dell’apostolo Paolo diventano le parole che don Pietro rivolge a noi oggi, come egli ha fatto durante il suo lungo servizio di prete. Sono le parole della fede cristiana che egli ha insegnato con la sua predicazione e con la sua vita. Sono le parole di conforto e di speranza per tutti noi che siamo “tutti figli della luce e figli del giorno”. Per questo con fiducia rivolgiamo a don Pietro il nostro ultimo saluto e lo affidiamo alla misericordia di Dio, che “non ci ha destinati alla sua ira, ma ad ottenere la salvezza per mezzo del Signore nostro Gesù Cristo. Egli è morto per noi perché, sia che vegliamo sia che dormiamo, viviamo insieme con lui. Perciò confortatevi a vicenda e siate di aiuto gli uni agli altri, come già fate”.
Preghiamo perché il nostro fratello don Pietro possa vivere per sempre con il Signore Gesù, in cui ha creduto e sperato e che ha servito come servo fedele, radunando i figli di Dio attorno alla sua mensa, la mensa della Parola e del Pane di vita eterna.
 
3. Il brano del Vangelo narra che “Gesù scese a Cafàrnao”, il villaggio della Galilea sulle rive del lago di Tiberiade. Egli insegnava alla gente e la gente era stupita del suo insegnamento perché la sua parola aveva autorità. La folla è sorpresa e stupita: in Gesù che parla con autorità riconosce la parola vera, autentica, credibile. La sua parola autorevole viene incontro al bisogno di luce, al desiderio di liberazione e di grazia. La sua parola è l’epifania di Dio, è la rivelazione del mistero del suo amore. Questo mistero nascosto nei secoli si fa visibile nella parola autorevole di Gesù, nei suoi gesti di amore e di vita. Egli libera dal male, scaccia il demonio, allontana quella parte oscura dell’uomo che toglie dignità alla persona umana, infonde la serenità e la gioia di riconoscerci figli amati da Dio. Con il Signore Gesù che ha dato la sua vita per noi siamo incamminati verso la salvezza. “Che parola è mai questa?”, si chiedono gli ascoltatori di Gesù. Oggi questa parola è rivolta a noi, parla al nostro cuore, illumina il mistero dell’animo umano, ravviva la nostra speranza di essere figli della luce e non delle tenebre.
Con questa speranza, cari fratelli e sorelle, preghiamo perché don Pietro, che ha annunciato e testimoniato il Vangelo, possa vivere per sempre nella luce del giorno che non ha tramonto. Mentre lo raccomandiamo alla misericordia di Dio, rendiamo grazie al Signore per il dono di questo prete generoso e fedele che amava e faceva amare la santa Eucaristia. Amen.
 
 



05/09/2017 S.E. Rev.ma Mons. GIANNI AMBROSIO