PIACENZA-BOBBIO
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S.E. Rev.ma Mons. GIANNI AMBROSIO ,

Omelia della solennità del Santissimo Corpo e Sangue di Cristo



Letture: Dt 8,2-314b-16;1Cor 10, 16-17; Gv 6,51-58
 
Carissimi fratelli, carissime sorelle
 
1. “Questo è il pane disceso dal cielo (...). Chi mangia questo pane vivrà in eterno”.
Le parole di Gesù nella sinagoga di Cafarnao sorprendono gli ascoltatori. Sorprendono anche noi, invitati a lasciarci coinvolgere dal dono della vita che si offre a noi nel mistero eucaristico.
La nostra vita è il grande dono che proviene dall’amore di Dio per noi. Anche tutto ciò che conserva e nutre la vita è dono. Anche il pane è dono. La vita e il pane che la nutre sono la epifania quotidiana di Dio, la rivelazione del suo amore. La terra è di Dio, il pane viene dalla terra e dal lavoro del’uomo, che collabora con il progetto di vita di Dio.
Noi abbiamo fame, fame di pane, di amore, di vita. La fame del corpo segnala un’altra fame che il cibo ordinario non arriva a soddisfare. La fame di vita non si esaurisce nella vita terrena. Noi siamo ospiti su questa terra e camminiamo verso una terra nuova e un cielo nuovo. Siamo pellegrini che, nel camminare, ogni giorno invocano con fiducia: “dacci oggi il nostro pane quotidiano”.
In noi vi è fame di vita nella sua pienezza, di vita che sfocia nell’eternità: la santa Eucaristia è il pane che ci sostiene, è il seme di vita eterna che ci infonde forza e speranza.   
 
2. L’esperienza dell’esodo che la prima lettura ha richiamato alla nostra memoria ci immerge nella gratuità del dono di Dio. Il segno della manna che scende dal cielo per venire incontro alla fame del popolo che cammina nel deserto è la figura del “pane vivo” che soddisfa la nostra vera fame. Nel discorso nella sinagoga Gesù annuncia il dono della sua vita offerta per noi, come cibo che ci nutre. Gesù si fa egli stesso pane vivo che non solo ci nutre nel nostro cammino ma ci dà la sua stessa vita, la vita del Figlio del Padre.
Il suo Corpo donato è il vero cibo sotto la specie del pane e il suo Sangue versato è la vera bevanda sotto la specie del vino. Non è come la manna del deserto, pur preziosa, ma è la sua vita stessa donata a noi a noi nel pane spezzato e nel sangue versato.
Nell’Eucaristia accogliamo il sacramento della totale donazione di Cristo, il sacramento dell’amore gratuito, sempre a disposizione di ogni persona affamata e bisognosa di rigenerare le proprie forze.
Celebriamo e adoriamo il Signore per lasciarci nutrire da Lui. Rendiamo grazie al Signore con riconoscenza profonda e cioè con l’atteggiamento eucaristico di gratitudine e di donazione. Al dono del pane della vita eterna corrisponda il pane che noi condividiamo con i fratelli e le sorelle, pane che è fatto con la farina delle nostre relazioni di gratuità, di donazione di sé, di amicizia donata e accolta.
 
3. Tra poco faremo la processione per alcune vie della nostra città. Mentre lodiamo e ringraziamo il Signore che ci nutre del suo Amore mediante il sacramento del suo Corpo e del suo Sangue, vorrei suggerire tre intenzioni di preghiera.
Sentiamoci in comunione con tanti nostri fratelli e sorelle che non hanno la libertà di esprimere la loro fede nel Signore Gesù: la loro sofferenza, che arriva anche al sacrificio della vita per fedeltà a Cristo, sia pegno e fermento di riconciliazione e di pace per il mondo intero.
Sentiamoci in comunione con tanti fratelli e sorelle della nostra città: invochiamo la benedizione del Signore sulle famiglie e su tutti gli abitanti, in particolare su chi soffre per la fame, per la solitudine, per le malattie, per la mancanza di luce e di speranza.
Infine invochiamo la benedizione di Dio sui nostri giovani. Il Signore Gesù li difenda dal cibo che non nutre e che spesso avvelena, li aiuti a superare la visione egoista e mondana e a scoprire la bellezza della vita di Cristo offerta per la nostra salvezza. Amen. 



14/06/2017 S.E. Rev.ma Mons. GIANNI AMBROSIO