PIACENZA-BOBBIO
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S.E. Rev.ma Mons. GIANNI AMBROSIO ,

Solennità della Pasqua di Risurrezione



Letture : At 10, 34.-37-43; Col 3,1-4; Gv 20, 1-9
 
Carissimi fratelli, carissime sorelle
 1. “Questo è il giorno che ha fatto il Signore, alleluia”: la Pasqua di risurrezione è “il giorno dei giorni”, il “giorno che non ha tramonto”. Celebriamo nello stupore questo grande e gioioso mistero: Gesù, il crocifisso, è risorto.
La risurrezione di Cristo è come una nuova creazione, perché rende nuova la storia e cambia il destino dell’umanità. Un poeta ha affermato: “la risurrezione di Cristo è il primo giorno del mondo” (Ch. Péguy).
Possiamo comprendere e gustare la verità di questa affermazione poetica richiamando il racconto biblico della creazione del mondo. Ricordiamo la prima parola di Dio che troviamo nel libro della Genesi: “Dio disse: Sia la luce! E la luce fu”. Dio crea la luce e dove c’è la luce, sgorga la vita. Nella Veglia Pasquale celebrata nella notte, la Chiesa rilegge il racconto biblico della creazione come profezia di ciò che avverrà con la risurrezione di Gesù. Come è avvenuto all’inizio del mondo, Dio ha di nuovo detto: “Sia la luce!”. Sia la luce per Gesù, chiamato a risorgere dai morti. Non è rimasto nell’oscurità del sepolcro Colui che è stato mandato a noi per la nostra salvezza, non si è conclusa nel nulla la vita di Colui che è stato crocifisso per noi. “Dio lo ha risuscitato dai morti al terzo giorno”, afferma l’apostolo Pietro, “e volle che si manifestasse (...) a noi che abbiamo mangiato e bevuto con lui dopo la sua risurrezione dai morti”.
 
2. Cari fratelli, davvero “la risurrezione di Cristo è il primo giorno del mondo”: lo è anche per noi. Perché da quel sepolcro spalancato e vuoto, Dio ha ancora detto: Sia la luce per tutti coloro che accolgono il Figlio, morto e risorto. In Lui, anche noi siamo diventati figli di Dio, anche noi siamo partecipi della risurrezione. Gesù, intimamente unito a noi nella condivisione della nostra condizione umana, fino alla morte, ci rende partecipi dell’evento della sua risurrezione. La sua luce di Risorto illumina la nostra vita e apre la storia umana al progetto di luce e di vita di Dio. Il Risorto è il Signore della storia e la luce del mondo, è la vita che trionfa e trascina con sé coloro che si rivolgono a Lui e lo riconoscono Signore. Con la sua risurrezione, egli ha vinto la morte in ciascuno di noi.
 
3. Sono semplici ma preziosi segni di questa vittoria di Cristo risorto, segni da riconoscere nella luce della fede. Li scorgiamo non solo negli apostoli e nei discepoli che nel corso della storia hanno annunciato il Vangelo della vita, ma anche in tante persone che, oggi, vivono con fede e con speranza: sanno che Cristo è vivo, e, come Lui, vivono donando fiducia e amore.
Sono numerosi i martiri nel nostro tempo che muoiono non per uccidere ma perché sanno che, con Cristo, c’è la vita nuova, c’è la vita oltre la morte. Sono assai più numerosi i martiri della vita quotidiana che sono in mezzo a noi e in ogni parte del mondo: nel silenzio e nella preghiera, favoriscono la vita e non la morte, mantengono viva la speranza, fanno crescere le buone relazioni, lottano per il bene e per la giustizia, si impegnano per l’onestà.   
 
4. Confessiamo con gioiosa gratitudine la nostra fede nel Signore Gesù Cristo: la Risurrezione ci apre alla speranza più grande, dischiude la nostra vita e la storia degli uomini al futuro di Dio, cioè alla felicità piena e definitiva.
Con Cristo risorto, viviamo nella certezza che il male, il peccato, la morte non sono l’ultima parola. Possiamo vivere con fiducia le realtà quotidiane, anche se dolorose, possiamo affrontare con coraggio le oscurità della vita.
Ravviviamo la nostra fede nel Risorto, sapendo che l’oscurità penetra presto nel nostro cuore quando la luce della risurrezione svanisce dal nostro sguardo. Purtroppo questa è spesso la realtà in cui viviamo. Siamo senza un orizzonte, immersi nel presente, incapaci di alzare lo sguardo: la vita umana appare quasi senza senso. Un mondo in cui la speranza svanisce, diventa un mondo triste, in cui le relazioni tra persona e persona e tra popolo e popolo sono segnate dall’egoismo e dall’ingiustizia, e non dall’amore. Questa grande piaga segna la nostra umanità sofferente in ogni angolo del pianeta: preghiamo perché questa piaga sia guarita dalle piaghe gloriose del Signore risorto e dalla vicinanza e solidarietà di tutti coloro che hanno nel cuore la speranza che viene dal Risorto.
Nel nome del Signore Gesù, il Risorto, diffondiamo il Vangelo della speranza, poniamo gesti di vita, di amore, di fraternità. Impegniamoci per far crescere la giustizia, la riconciliazione e la pace, spargendo intorno a noi segni luminosi di vita nuova nei tanti luoghi ove la dignità della persona umana viene calpestata e conculcata.
 
5. Cari fratelli e sorelle, la luce sfolgorante di questo “giorno dei giorni”, illumini la nostra vita e il cammino dell’umanità. Apriamoci con sincera fiducia a Cristo risorto, perché la forza rinnovatrice del mistero pasquale si manifesti in ciascuno di noi, nelle nostre famiglie, nelle nostre città e nelle nazioni. È l’augurio pasquale che rivolgo a voi e che ci scambiamo in questo giorno santo della Pasqua. Amen.



16/04/2017 S.E. Rev.ma Mons. GIANNI AMBROSIO