PIACENZA-BOBBIO
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S.E. Rev.ma Mons. GIANNI AMBROSIO ,

Mercoledì delle Ceneri, Cattedrale



Letture: Gioele 2, 12-18; 2 Corinzi 5, 20-6,2; Matteo 6, 1-6.16-18
 
Carissimi fratelli e sorelle, carissimi catecumeni
 
1. Siamo il popolo di Dio in cammino, un cammino che diventa particolarmente intenso e significativo nella santa Quaresima. È il tempo dell’ascolto del Signore per accogliere la sua parola che ci unisce strettamente a Lui e ci fa partecipi della sua salvezza.  
“Ritornate a me con tutto il cuore, con digiuni, con pianti e lamenti”: le parole del profeta Gioele ci rivelano il cuore del Signore, un cuore che “si muove a compassione del suo popolo”. Ci rivolgiamo con fiducia al Signore perché il nostro cuore sia rianimato e guarito dalla sua misericordia. Il Signore ci invita alla conversione, a rinnovare cioè la nostra vita, a purificare i nostri pensieri e i nostri sentimenti e a praticare le buone opere.
Riscopriamo la grazia della dimensione comunitaria del cammino penitenziale: non camminiamo da soli, ma siamo il popolo del Signore che, in questo tempo di grazia, accoglie l’antico segno delle ceneri per iniziare l’itinerario di quaranta giorni che conduce alla Pasqua, alla celebrazione della passione, morte e risurrezione del Signore, cuore del mistero di salvezza. Non accontentiamo di una vita mediocre, diamo più spazio alla dimensione contemplativa della vita per avere la luce necessaria per illuminare le vicende che segnano la nostra esistenza immersa nei turbamenti e nelle contraddizioni che attraversano il nostro cuore.
2. Andiamo incontro al Signore con tutto il cuore riscoprendo la grazia della prossimità, diventando veramente prossimi ai fratelli e alle sorelle. Nel Messaggio per la Quaresima, Papa Francesco, dopo aver ricordato che la parola del Signore è un dono, ci ricorda che l’altro, e cioè il fratello, soprattutto bisognoso e povero, è un dono. Ogni incontro con il fratello e la sorella è dono del Signore. La prossimità ci aiuta a vincere la logica dell’individualismo, che è la rovina della nostra umanità. Osservava il maggior filosofo morale della nostra epoca, Emmanuel Lévinas: da quella rabbiosa domanda di Caino – “sono forse io il guardiano, il custode di mio fratello?” – ebbe inizio ogni immoralità. Per uscire da questa logica distruttiva, occorre accogliere la logica dell’amore: l’altro è un dono che ci viene offerto dal Signore per rinnovarci sia interiormente sia ecclesialmente. L’incontro con Cristo vivo avviene non solo nella sua parola e nei sacramenti ma anche nel prossimo, come ancora una volta ribadisce Papa Francesco. “Il Signore – che nei quaranta giorni trascorsi nel deserto ha vinto gli inganni del Tentatore – ci indica il cammino da seguire. Lo Spirito Santo ci guidi a compiere un vero cammino di conversione, per riscoprire il dono della parola di Dio, essere purificati dal peccato che ci acceca e servire Cristo presente nei fratelli bisognosi”. 
3. Cari fratelli e sorelle, riscopriamo il valore dei ‘segni’ che caratterizzano la Quaresima. La parola si fa carne e genera vita nuova in noi attraverso la preghiera, il digiuno, le opere di carità. Sono segni che acquistano il loro pieno valore se praticati per vivere sia la nostra prossimità del Signore sia la prossimità delle sorelle e dei fratelli afflitti da molte piaghe, come la disoccupazione giovanile o la perdita dell’occupazione o la sfiducia. I segni rendono concreto il cammino di conversione e ci aiutano a uscir fuori da quella miseria materiale, morale e spirituale che ci rende schiavi degli idoli.
 
4. La supplica dell’apostolo Paolo, rivolta alla comunità di Corinto, risuona questa sera per ciascuno di noi e per tutta la nostra comunità ecclesiale: “Vi supplichiamo in nome di Cristo: lasciatevi riconciliare con Dio”. L’apostolo si dichiara “ambasciatore” in nome di Cristo e, con profonda convinzione, afferma: “Per mezzo nostro è Dio stesso che vi esorta”. Sì, è Dio stesso che ci esorta all’inizio di questo tempo di conversione.  
Affidiamo all’intercessione materna della Vergine Maria questo tempo di Quaresima. In particolare, affidiamo a Lei, nostra Madre, il cammino dei nostri catecumeni che stanno per scrivere il loro nome nel libro degli eletti. Preghiamo per loro perché sia gioioso il cammino che conduce alla celebrazione del santo Battesimo e alla vita nuova in Cristo Signore. All’uomo che è polvere e che ha la grazia di riconoscere la propria pochezza, all’uomo che si apre alla rivelazione di Dio e crede in Gesù Cristo, Figlio di Dio e nostro Salvatore, è donata la grazia e la gioia della fede che illumina e che salva. Amen. 



01/03/2017 S.E. Rev.ma Mons. GIANNI AMBROSIO