PIACENZA-BOBBIO
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S.E. Rev.ma Mons. GIANNI AMBROSIO ,

Celebrazione per il XII anniversario della morte di mons. Luigi Giussani

Santuario di s. Rita – Piacenza


Letture: Gen 3,1-8; Sal 31; Mc 7,31-37
 
Carissimi amici
 1. Chiunque incontra Cristo, diventa nuova creatura e cammina sulla strada della vita e della salvezza. Così è avvenuto per il sordomuto del racconto evangelico. Così è avvenuto e così avviene per noi, grazie alla fede nel Signore Gesù. Nel sordomuto ‘toccato’ prima dalla preghiera di Gesù – “guardando verso il cielo” - e poi dalle sue mani, possiamo riconoscere noi stessi. Tutti noi siamo toccati nel battesimo, non solo agli orecchi e alle labbra ma anche - e soprattutto - nel cuore. Non possiamo mai dimenticare la grazia che è in noi, non possiamo dimenticare che Cristo risorto è con noi. Anche se resta invisibile ai nostri occhi, è tuttavia misteriosamente presente in noi, battezzati in Cristo Gesù, suoi discepoli.
Riconosciamo con gratitudine le cose che il Signore opera in noi e diventiamone annunciatori. L’essere toccati da Cristo significati essere guariti, salvati, significa dunque avere una vita nuova. Questa novità di vita che è la vita dei figli di Dio va diffusa ovunque, perché l’oscurità del peccato lasci il posto alla luce dell’amore di Cristo che vince il peccato e la morte.
Solo con Gesù, possiamo vincere la seduzione del male, possiamo superare l’inganno del tentatore che vuole presentarci Dio come l’antagonista dell’uomo, come abbiamo ascoltato dal libro della Genesi. Solo Lui può aiutarci a non nasconderci di fronte a Dio e a non avere il cuore di pietra di fronte ai fratelli.
 
2. “Ha fatto bene ogni cosa”: esclama la gente, piena di stupore nel vedere il sordomuto guarito da Gesù. Anche la santa che oggi ricordiamo, santa Chiara, è stata toccata da Gesù. Dopo aver ascoltato l’affascinante predicazione di s. Francesco d’Assisi, la santa ha voluto seguire Cristo - sequela Christi – nella preghiera e in totale povertà. Anche il servo di Dio don Luigi Giussani, che ricordiamo nell’anniversario della sua morte, è stato toccato da Cristo. Pieno di stupore per il suo amore per noi e per tutti gli uomini, don Giussani non ha potuto fare altro che narrare Gesù, ciò che egli ha fatto e ciò che continua a fare, perché Cristo è risorto e vivo. La fede in Cristo ha segnato tutta la sua vita. Con straordinaria genialità, ha riconosciuto Cristo e le cose buone che Cristo compie. Ha osservato e ascoltato tutti, ha prestato attenzione ai vicini e ai lontani, ai letterati e ai poveri, ai musicisti e agli artisti. Un ascolto aperto a tutti, in particolare ai giovani. Scorgeva in tutti il bisogno di incontrare il Signore Gesù e da tutti ha imparato, dal loro cuore, dalla loro ragione, dalle loro esperienze. E a tutti si è rivolto perché in ogni uomo riconosceva la presenza di Cristo. Ogni occasione, ogni incontro era per lui una domanda, un avvenimento, un Presenza.
Nella luce dello Spirito Santo, è stato l’educatore che ha aiutato a fare della fede in Cristo l’incontro con la vita, con la realtà. Perché la fede è l’incontro con Cristo, l’uomo nuovo. E da Cristo nasce l’uomo nuovo, aperto a Dio e ai fratelli, nasce la carità, nasce una cultura nuova che penetra nel cuore della storia e trasforma i luoghi in cui vivono gli uomini. Con l’aiuto dello Spirito che il Signore Gesù dona a chi si lascia incontrare da Lui, don Giussani ha fatto risplendere il Vangelo della grazia e della vera realizzazione dell’umanità: egli ci ha mostrato in tutta naturalezza l’autentico umanesimo cristiano. Tutta la sua esistenza è stata dedicata a comunicare Cristo e a documentare la gioia e la bellezza dell’incontro con Cristo. Mi è capitato di leggere un suo pensiero che egli ha espresso in un corso di Esercizi, tenuto nel 1978 a Pianazze: “Qual è la prima norma dei rapporti? È quella di imitare il rapporto che Cristo ha con noi, cioè la pietà. E la pietà e la misericordia sono sinonimi del termine perdono”.   
 
3. Nella luce di Cristo risorto, don Giussani resta presente in mezzo a noi in molti modi, attraverso il suo esempio e il suo insegnamento. Resta presente attraverso il suo carisma che risplende nella Chiesa, attraverso le molteplici opere buone che vengono attuate da tutti gli amici che, grazie a lui, si sono riuniti attorno a Cristo e alla sua Chiesa.
Lasciamoci incontrare e toccare da Gesù risorto. Risorto e vivo, Egli è sempre presente in mezzo a noi, cammina con noi per guidare la nostra vita, per aprire la nostra bocca, i nostri orecchi, i nostri occhi, il nostro cuore. Ravviviamo la nostra fiducia nel Risorto che ha il potere di farci rinascere come figli di Dio, capaci di credere, di sperare e di amare. Preghiamo perché lo Spirito renda la nostra via sia sempre animata da ciò che dona pieno senso all’esistenza umana, e cioè l’amore di Dio e dei fratelli. Amen. 



10/02/2017 S.E. Rev.ma Mons. GIANNI AMBROSIO