PIACENZA-BOBBIO
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S.E. Rev.ma Mons. GIANNI AMBROSIO ,

Solennità di Maria Santissima Madre di Dio. Canto del Te Deum

Cattedrale


Letture: Num 6,22-27; Gal 4, 4-7; Lc 2, 16-21
 
Carissimi fratelli, carissime sorelle
 
1. Non è sempre facile riconoscere negli avvenimenti della nostra vita personale la presenza amorevole di Dio. Forse è ancora più difficile riconoscere questa presenza di Dio nei fatti che accadono nel mondo. Eppure Dio non è lontano. La festa del Natale del Signore Gesù ci ha immersi nell’amore di Dio che si è chinato su di noi ed è venuto ad abitare con noi, a far parte della nostra umanità. Gesù è l’Emmanuele, il Dio con noi.
Ma gli avvenimenti della vita sono spesso oscuri e complessi e soprattutto i nostri occhi non sono sempre vigili e attenti. Spesso poi non vediamo gli avvenimenti che accadono con gli occhi della fede. Questa sera siamo qui in preghiera per vedere con gli occhi della fede l’anno che sta finendo e cantare il Te Deum, l’antico inno di lode che ha accompagnato la Chiesa nel corso dei secoli. Non siamo solo noi a rendere grazie, vogliamo chiedere l’aiuto a tutto il popolo di Dio, a tutti i santi, ai profeti e agli angeli. Alle nostre voci che si innalzano a Dio per lodarlo e ringraziarlo, si uniscano queste tutte queste voci. Persino la creazione è invitata a unirsi alla nostra lode. Siamo così collocati dentro il grande fiume della storia della salvezza che è il disegno misterioso di Dio in cui trovano il loro posto anche le vicende della nostra vita e del mondo.
 
2. La pagina evangelica ci presenta ancora una volta la nascita di Gesù a Betlemme. Nell’oscurità della notte, i pastori si mettono in cammino, vanno senza indugio, vedono e ascoltano, e poi glorificano e lodano Dio. In questo ultimo giorno dell’anno in cui diamo uno sguardo fugace al passato, i pastori ci insegnano a non fermare la nostra attenzione sull’oscurità della notte, ma ad andare oltre per scorgere la luce dei segni di Dio nelle vicende e situazioni della vita. Sono certamente molte le oscurità e le miserie, sono molte le sofferenze di tante persone. Anche noi, come i pastori che hanno un cuore umile e fiducioso, riconosciamo l’amore di Dio che si manifesta nella luce di quel Bambino che nasce a Betlemme. Anche noi, pur nell’oscurità della notte, in mezzo a fatti che non comprendiamo, abbiamo la grazia di percepire che la presenza di Dio non viene mai meno. Egli è la nostra salvezza, il nostro aiuto, la nostra luce. Abbiamo anche la possibilità di chiederci se ascoltiamo la voce di Dio e se collaboriamo al suo disegno di amore oppure se diamo troppo ascolto ai nostri progetti umani, al nostro punto di vista.
 
3. Rendiamo grazie per il Giubileo della Misericordia che si è concluso nel novembre scorso, ma resta in noi la grazia di Signore che ha aperto il nostro cuore: abbiamo accolto la sua misericordia. L’anno giubilare ci ha fatto prendere coscienza che è la misericordia del Signore che ci dona la vita e la speranza, è il suo amore misericordioso che agisce in noi e ci dona la forza di compiere gesti di amore e di perdono. Con l’invocazione che conclude il Te Deum, noi ci rivolgiamo al Signore: “Fiat misericordia tua, Domine, super nos; in Te, Domine, speravi”. “La tua misericordia, o Signore, sia sempre con noi: in Te, Signore, ho sperato”.
 
4. Carissimi fratelli e sorelle, termina un anno e un nuovo anno si apre davanti a noi. Proseguiamo il nostro cammino, sospinti dal soffio dello Spirito Santo, che ci illumina e ci guida, e custoditi e sostenuti dall’intercessione della Vergine Santa. La liturgia pone l’anno vecchio e quello nuovo sotto lo sguardo di Maria. La Chiesa ci invita a invocare Maria come la Theotokos, Madre di Dio, il titolo più importante e più antico di Maria. Sia lei, Madre del Signore Gesù, a presentare il nostro ringraziamento a Dio, sia lei a prenderci per mano per guidarci nel prossimo anno. Scenda su di noi la benedizione che ci è stata presentata nella prima lettura: “Il Signore rivolga a te il suo sguardo e ti conceda pace”. Cosi non solo con le labbra ma con la vita possiamo lodare il Signore e diventare anche noi costruttori di pace con tutti coloro che incontreremo nel nuovo anno. Amen.



31/12/2016 S.E. Rev.ma Mons. GIANNI AMBROSIO