Diocesi di REGGIO CALABRIA-BOVA
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Ufficio Diocesano Comunicazioni Sociali ,

SINODO DEI GIOVANI: DIALOGO GENERAZIONALE PER UNA NUOVA AGENDA DI SPERANZA



REGGIO CALABRIA ' Si aprono i lavori del Primo Sinodo dei Giovani della Diocesi di Reggio Calabria, che si terrà nella Città dello Stretto dal febbraio all'ottobre 2014: una grande occasione per riscoprire il dialogo tra i giovani (la fascia d'età va dai 18 ai 30 anni) e rilanciare una 'rinnovata agenda di speranza' per il territorio.

All'incontro presso la Sala Mons. Ferro, che in questi mesi si è trasformata in un vero e proprio laboratorio di idee e di azioni, prendono parte, oltre all'Arcivescovo Metropolita di Reggio Calabria ' Bova, Mons. Morosini: Marcella Falcone, membro dell'Azione Cattolica diocesana, Angela Araniti, membro della FUCI Reggio Calabria, Gabriele Candela, membro di Attendiamoci Onlus, Antonella Pietrafesa, responsabile di zona AGESCI, che assieme ad un altro gruppo operativo di 'over' sta aiutando i giovani a stilare le linee guida di questo percorso. Modera l'incontro il giornalista Federico Minniti, membro della Commissione Comunicazione del Sinodo.

L'iniziativa, lanciata da S.E. padre Giuseppe durante la Veglia dei giovani del 21 dicembre 2013, sta prendendo forma secondo le intenzioni dei giovani coinvolti; sono 119 le parrocchie che saranno chiamate a riflettere sui temi centrali della vita: famiglia e affettività, partecipazione e cittadinanza, valori e fede. I lavori sinodali saranno coordinati da un ufficio di Presidenza e da una Segreteria che è composta esclusivamente da giovani della diocesi, espressione delle associazioni, dei movimenti e della Consulta dell'Ufficio di Pastorale Giovanile. Sarà, poi, il gruppo di animazione del Sinodo, composto da 50 tra giovani, gruppo 'over' e sacerdoti, a veicolare i contenuti ed apprenderne feedback e sintesi.

«La nostra associazione, ' afferma Antonella Pietrafesa, caposcout e componente del gruppo 'over' di accompagnamento del Sinodo -  l'AGESCI, ha accolto l'annuncio del Sinodo dei Giovani come una grande ed entusiasmante sfida. Operando nel campo della educazione e formazione dei ragazzi, è naturale  raccogliere la proposta come un'opportunità  da non lasciarci sfuggire, che ci consentirà di entrare in dialogo, non soltanto con gli iscritti nei nostri gruppi, ma anche con le realtà giovanili che sono fuori dalle parrocchie. I temi che affronteremo saranno un'occasione per aiutare il nostro territorio a riscoprire il senso di appartenenza ad una Chiesa che oggi, insieme ai ragazzi, si interroga su come costruire il presente, e sarà la voce dei giovani a disegnare i bisogni di questo tempo, in modo da renderli protagonisti  della loro vita e quindi più consapevoli di fronte alle scelte che quotidianamente devono affrontare. A noi educatori adulti, il  compito di accompagnare questo evento facilitando, in punta di piedi e possibilmente a bocca chiusa -così come ci chiede il nostro Arcivescovo- i processi di scambio, attraverso incontri parrocchiali ma anche nuove e diverse occasioni di relazione che sapremo costruire insieme nelle piazze, nelle università o nelle scuole»

In particolare si è definito di modulare ogni singolo macroargomento in tre fasi OSSERVARE, DEDURRE ed AGIRE che porteranno a 3 incontri pre-sinodali (il primo sarà il 23 marzo p.v.) prima della grande celebrazione di ottobre. Grande attesa si registra tra i giovani che hanno, altresì, un'importante sfida da cogliere, come emerso sin dai primi incontri di concerto con l'Arcivescovo: contagiare quanti più giovani possibili, in un'occasione, il Sinodo, di confronto e di proposta. «Sono state prescelte tre macro-aree di discussione: famiglia e affettività, partecipazione e cittadinanza, valori e fede. Ognuno di questi temi ' prosegue Angela Araniti, componente della Presidenza - comincerà ad essere trattato nelle parrocchie. lo strumento prescelto dalla presidenza e segreteria per alimentare il dibattito nella prima fase, quella parrocchiale e di gruppo, è un questionario. L'obiettivo non deve essere quella della compilazione e della sottoposizione a quanti più ragazzi possibile del questionario, ma l'invito e lo scambio di idee con tali ragazzi sui temi proposti. Rimane un punto fermo: la massima libertà per i gruppi e le parrocchie di affrontarli nei modi più vari e più rispondenti alle esigenze del territorio ed ai contesti di appartenenza. I giovani delle parrocchie potranno dunque scegliere la forma che ritengono più indicata per creare un'occasione di aggregazione, incontro e confronto'.

 



17/02/2014 Ufficio Diocesano Comunicazioni Sociali

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