S.E. Mons. LUIGI MARTELLA , APERTI A DIO, AL BELLO, AL VERO.

OMELIA PER LA MESSA CRISMALE 2012

Cattedrale di Molfetta, 5 aprile 2012


Pace e grazia su tutti voi, cari fratelli e sorelle.

La Liturgia di questo giorno illumina il significato profondo, intenso e misterioso del Giovedì Santo. «Dal tuo fianco squarciato effondi sull'altare i misteri pasquali della nostra salvezza», recita l'inno delle Lodi. Davvero la salvezza è Gesù. E' Lui il Sacerdote eterno, consacrato dal Padre con il crisma dello Spirito. Con l'unzione sacramentale, Egli ci rende partecipi della sua dignità regale, sacerdotale e profetica. Effonde su di noi l'olio della letizia perché nei Sacramenti ci dona l'abbondanza dello Spirito.

Il Giovedì Santo, nel ritmo di questa misteriosa settimana che ha ricostruito, ricreato il mondo, ha capovolto la delusione amara della prima settimana della storia, è il giorno della sacramentalizzazione della Pasqua.

Cosa vuol dire questa parola? Vuol dire che la Pasqua non è avvenuta, ma avviene. Avviene sempre, avviene oggi, avviene ovunque. Avviene qui, in quei segni pasquali che sono i Sacramenti. Oggi è il giorno della sacramentalità della Chiesa.

Come voi sapete, si celebrano oggi due liturgie. Quella della mattina si celebra solamente nelle Chiese Cattedrali ed è presieduta dal Vescovo. Dove c'è il Vescovo c'è tutta la Chiesa, ecco perché ci siamo tutti. Dunque questa mattina, celebriamo la Messa crismale, la liturgia degli olî. Sono gli olî dei catecumeni, degli infermi e il crisma; questa sera la liturgia della istituzione dell'Eucaristia, memoriale della Pasqua.

Diciamo spesso che la Chiesa è sacramento di Cristo come Cristo è sacramento del Padre. Cosa vuol dire tutto ciò? Vuol dire che Dio, l'Invisibile, si è manifestato nel visibile e Gesù ne è l'immagine. Nella sua visibilità poi Cristo, con le sue mani e la sua voce, ha reso operante l'invisibile Dio. Allora i Sacramenti sono segni del Mistero del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo e sono chiamati i Misteri pasquali della nostra salvezza. Indicano una realtà nascosta: l'Opera di Cristo che santifica, sana, fortifica. La Chiesa oggi li custodisce, li rende visibili come sorgente di vita per la storia degli uomini.



05/04/2012 S.E. Mons. LUIGI MARTELLA

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Pubblicazione OMELIE DEL VESCOVO