BRINDISI-OSTUNI
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S.E. Rev.ma Mons. ROCCO TALUCCI ,

Sinodo: introduzione 1a lectio magistralis



La mia introduzione ha due scopi distinti e complementari, orientati ad un indirizzo unitario e forte, decisivo per la nostra chiesa che vuole essere sinodale, perché lo è per natura, lo diventa per scelta pastorale, deve manifestarsi tale per essere credibile nella passione missionaria.

Il primo scopo è quello di salutare, presentare e ringraziare S. E. Mons. Marcello Semeraro, già Vescovo di Oria nella nostra provincia di Brindisi e attualmente Vescovo di Albano Laziale e Membro della Commissione Episcopale della Dottrina della Fede e Consultore della Congregazione per il Clero. È stato anche Segretario del Sinodo dei Vescovi nel 2001 dietro invito del S. Padre Giovanni Paolo II.

È il Relatore di oggi, per la prima lectio magistralis. È il teologo stimato della nostra chiesa di Puglia. È lamico discreto che ha mostrato riservatezza e affetto nei confronti della mia persona ed ha accettato di renderci questo servizio con tanta disponibilità, per presentarci il Sinodo diocesano nella sua natura profonda e nella sua finalità pastorale.

Il secondo motivo è di inaugurare la prima, vera, grande sessione sinodale dopo lanno di preparazione semplice e graduale annunciato nella Messa Crismale del 2007, e dopo lindizione solenne avvenuta nella S. Messa Crismale del 20 marzo scorso, col titolo In Cristo per un cammino di comunione e di missione.

Il logo, che vi verrà presentato, sottolinea la centralità del Cristo, Risorto ed Eucaristico, e la centralità di noi tutti che, lavati da lui, diventiamo capaci di coltivare la comunione di santità e il servizio della missione col desiderio che la luce del Cristo illumini il mondo, quindi la nostra storia, il nostro territorio.

Il Signore Buon Pastore ci chiama a stare e a rimanere con Lui, e noi oggi lo siamo, per essere pronti ad agire come ha fatto lui, secondo il motto che abbiamo scelto per capire licona.

La nostra chiesa nel 1961 ha celebrato lultimo Sinodo, promosso da S. E. Mons. Nicola Margiotta, mentre era Sommo Pontefice Giovanni XXIII, il Papa che ha avuto lispirazione di indire il Concilio Vaticano II, egli dava inizio ad una nuova primavera della chiesa, creando una più profonda speranza nel mondo e nella storia. La Chiesa, Lumen Gentium, si orienta ad una forte spinta missionaria per illuminare speranze e angoscie, quindi la storia degli uomini chiamati a costruire un mondo nuovo, con una novità che supera limmanenza chiusa in se stessa verso quella trascendenza nella quale luomo riesce veramente a superare se stesso e intravede una speranza che apre ad una giustizia vera sulla terra e ad una gioia ancora più vera con la vittoria sulla morte.

Questa Chiesa conciliare è il paradigma della nostra chiesa diocesana. Quello che deve operare la Chiesa grande nel mondo, deve svolgere la nostra Chiesa particolare nel nostro territorio, al punto che gli ambiti scelti per il nostro cammino sono quelli che vengono illuminati dai vari documenti del Concilio.

La grande organizzazione della Chiesa italiana intorno alla CEI e siamo al tempo pastorale guidato da S.E. Mons. Settimio Todisco, ha fatto si che le Chiese che sono in Italia avessero, pur nella loro autonomia, un cammino unitario e convergente intorno ai grandi temi, come quelli della comunione, della riconciliazione, della carità e della missione.

La missionarietà più capillare cammina con la Parrocchia nella quale i singoli fedeli si possono aprire allesperienza della comunione e allo slancio della missione per la salvezza del mondo.

Queste parrocchie io ho visitato, ad una ad una, nella Visita pastorale, dicendo a tutti di essere santi e missionari insieme.

A questa nostra Chiesa ho dedicato la riflessione su: La speranza che è in noi. Di questa Chiesa ho parlato al Santo Padre nella Visita ad limina, nella relazione quinquennale di cui voi conoscete una significativa sintesi.

Questa Chiesa diocesana oggi è chiamata in Sinodo per essere se stessa nella Comunione, per aprirsi agli altri nella missione, a imitazione di Cristo che ci dice come ho fatto iocfate anche voi.

A questa Chiesa ho consegnato lultima lettera pastorale che ha come oggetto la chiamata alla santità che corrisponde alla vocazione universale di tutti per essere lunica Chiesa di Cristo.

Questa nostra Chiesa si riunisce in Sinodo per fare memoria di un passato che ci appartiene, per fare discernimento sulle nostre scelte, per concepire una proiezione verso il futuro e così continuare a seminare speranza attraverso la formazione, la spiritualità, la compartecipazione nella fedeltà a Dio e alluomo, nel filo conduttore della missionarietà.

Questa Chiesa in Sinodo sarà visitata dal Santo Padre Benedetto XVI: la benedirà nella sua santità, la confermerà nella sua fede, la rafforzerà nellansia evangelica, la proietterà nella testimonianza cristiana che corrisponde alla nostra identità di origine e alle attese del mondo.

La grande assemblea eucaristica con tutto il nostro popolo e lincontro riservato con i sacerdoti che vivremo con il Papa il giorno 15 giugno p.v. , saranno due momenti sinodali veramente grandi, luce per tutte le altre sessioni generali particolari e di gruppi minori che ci vedranno assidui artefici di cose belle, testimoni partecipi dellunica fraternità, viandanti coraggiosi per saper avvicinare luomo della strada perchè senta ardere il suo cuore per lascolto di quella parola che è Parola di vita e di vita eterna.

Il Sinodo non è un compito da svolgere, è una esperienza da vivere per essere il popolo di Gesù Cristo per le strade del mondo.

Del Sinodo, della sua natura, della sua finalità, della sua grazia, della sua ricchezza ci parlerà oggi Mons. Marcello che abbraccio e ringrazio insieme a voi che con me amate la Chiesa e insieme siamo la Chiesa nel nostro territorio.

+ Rocco Talucci
Arcivescovo

Brindisi, 18 aprile 2008



18/04/2008 S.E. Rev.ma Mons. ROCCO TALUCCI