AMMINISTRATORE DIOCESANO , MONS. ARMANDO TRASARTI

L'Assunta: nostalgia di cielo

Messaggio in occasione della Solennità di Nostra Signora Assunta in Cielo Patrona dell'Arcidiocesi


' Dio continuerà a cercarci" (E. Shillebeeckx) Sentirsi pervasi di malinconia soltanto perché in questi tempi le nostre chiese possono essere piuttosto vuote, sarebbe un fallimento della nostra fede nella fedeltà e passione di Dio per tutti. Contemplata aliis tradere Annunciare agli altri ciò che si è contemplato (San Domenico) La bontà di Dio ha l'ultima parola nella nostra vita, la quale è di fatto un miscuglio di senso e di non senso, di salvezza e di non salvezza, di disperazione e di speranza. Talvolta questo Dio appare lontano, silenzioso, incomprensibile, nascosto. Ma Dio è vicino anche quando tace. L'esodo di tanti che lasciano o hanno lasciato la Chiesa provocherà, forse, una specie di purificazione e porterà la Chiesa a riflettere, a proporre l'essenziale, a parlare più di Dio che di se stessa, a sentirsi più viandante che trionfante. Forse la Chiesa capirà che deve continuamente purificare se stessa e diventare una comunità nuova, che mostra agli uomini il volto trascendente umano, gratuito e sorprendente di Dio. Siamo uomini in cerca di senso della vita e dunque in cerca di fede. Tra i credenti in Dio c'è una minaccia: il volto "inacidito". Molti cristiani non avvertono più che il Cristianesimo è, in primo luogo, un "vangelo" di speranza (buona notizia) e di gioia, un vero itinerario di vita, un incontro personale con Cristo. Si chiede alla Chiesa un volto umano e credibile, una traduzione amichevole e criticamente adeguata al pensiero moderno del messaggio evangelico. La coerenza etica e la credibilità sono i presupposti più importanti del servizio ecclesiale al mondo e, nello stesso tempo, la conseguenza del suo annunzio evangelico del regno di Dio fra gli uomini. La Chiesa nella sequela di Cristo oggi Di fronte alla caduta di senso, di fronte al debolismo della rinuncia a porsi la domanda di senso, i credenti sono chiamati anzitutto a porre Cristo al centro, qualificandosi come suoi discepoli (appartenenza), appassionati alla sua verità. In secondo luogo i cristiani sono chiamati più che mani a farsi "servi per amore", vivendo la compagnia del Dio con noi. Non si costruisce indomani di Dio nel presente degli uomini attraverso avventure solitarie o fughe dalla responsabilità del servizio. La folla delle solitudini è il prodotto del nichilismo di questa postmodernità (B. Forte); ai cristiani è chiesto i testimoniare, in maniera corale, la possibilità dell'essere insieme. Volerci Chiesa, amare la Chiesa, è rendere la Chiesa comunità abitabile, accogliente, attraente, capace di riconciliare. Risvegliare la nostalgia di Cielo "L'uomo moderno soffre d'amnesia di eternità" (Peguy) Oggi, nella selva dei rumori assordanti e delle sollecitudini senza fine, l'uomo rischia di correre da una "fontana" all'altra senza riuscire a spegnere la sete di eterno, una travolgente "voglia di patria". La festa dell'Assunta in Cielo è un invito a guardare lontano e a guardare in alto: la vita umana non si esaurisce quaggiù, ma ha uno sviluppo e un completamento al di là dello scenario fragile dell'esperienza quotidiana. Il presente non basa ad alcuno. Possiamo dire con assoluta certezza: il "meglio" deve ancora avvenire, il "più bello" deve ancora manifestarsi. Non solo. L'Assunzione di Maria è un grido del cielo verso la terra: è una provocazione divina nei confronti della nostra debole memoria umana. Mons. Armando Trasarti Amministratore Diocesano



09/08/2005 AMMINISTRATORE DIOCESANO