VENEZIA
    DOCUMENTI
   
    HOME > Documenti


Annuario Diocesano
assemblea2005
Documenti
Il Patriarca
Orario Messe
pagina 2
Parrocchie
Siti Segnalati
Uffici di Curia
uffici pastorali
uffici pastorali
Ufficio Stampa


 
S. Em. Rev.ma Card. ANGELO SCOLA , RIESE PIO X 25 MAGGIO 2003

SOLENNE CELEBRAZIONE LITURGICA NEL CENTENARIO DELL'UNITALSI



SOLENNE CELEBRAZIONE LITURGICA NEL CENTENARIO DELL'UNITALSI VI DOMENICA DI PASQUA (25 MAGGIO 2003)
OMELIA DI S. E. MONS. ANGELO SCOLA, PATRIARCA DI VENEZIA
1. «In questo sta l'amore: non siamo stati noi ad amare Dio, ma è Lui che ha amato noi» (Seconda lettura). Oggi si parla continuamente di amore eppure nessuno ci toglie l'impressione che non sappiano voler bene. Non ci lasciamo 'amare da Cristo'. Il difficile dell'amore è il per sempre. «Rimanete nel mio amore. Come il Padre ha amato me, così anch'io ho amato voi» (Vangelo). Non si potevano trovare parole più adeguate per celebrare il centenario UNITALSI: 'azione di evangelizzazione e di apostolato verso e con i fratelli ammalati e disabili' (art. 1). L'offerta della malattia e la condivisione della malattia sono una grande scuola per amarci in Cristo. E così si diventa testimoni dell'amore di Dio: «per testimoniare nelle opere il memoriale della Pasqua che celebriamo nella fede» (Colletta).
2. La dinamica dell'amore, che è all'origine dell'opera dell'UNITALSI, è la stessa dinamica che regge la vita dei Santi. Anche del vostro patrono San Pio X. Il Santo Papa in data 5 marzo 1910, su richiesta di Gian Battista Tomassi, approvava il Comitato di Soccorso per il trasporto degli Ammalati a Lourdes. Il tempo - e soprattutto la vostra presenza oggi - mostrano la profondità che tali parole avevano nell'animo di Pio X. Tentiamo insieme di scoprire un po' che cosa sia quest'opera santa secondo il cuore del Papa di Riese. a) In occasione della Festa della Madonna della Salute del 1902, l'allora Patriarca di Venezia Cardinale Giuseppe Sarto ricordava a tutti i veneziani: 'ciò che Maria desidera ardentemente da noi, e dirò di più, ciò che desidera prima di tutto e sopra tutto, è di vedere in noi dei fedeli osservatori del Vangelo, dei veri discepoli di Gesù Cristo'. Ogni opera santa passa da qui: il suo primo contenuto non può essere, come recitano i vostri Statuti all'art. 1, che quello di 'incrementare la vita spirituale degli aderenti', cioè la verità della vostra persona, ma diciamo la parola adeguata: la sua santità. Qui sta o vien meno la sorgente segreta dell'UNITALSI. Nella sequela personale e comunitaria del Signore Gesù, guidati sapientemente dalla mano di Sua e nostra Madre - la Beatissima Vergine Maria - si trova l'origine permanente che fa della vostra opera una vera azione di evangelizzazione. Il pellegrinaggio, soprattutto ai Santuari mariani, lo sapete bene, lo si fa anzitutto per sé, perché si è consapevoli del proprio personale bisogno di essere salvati attraverso la potente intercessione della Madre di Dio. Lo fa per sé l'ammalato, lo fa per sé il volontario e alla fine avviene il grande miracolo: la verità dell'io passa dall'altro. Il miracolo dell'amore vero «amatevi gli uni gli altri come io vi ho amato» così capito nell'UNITALSI tra ammalati e volontari. Ogni membro dell'UNITALSI diventa così protagonista di quest'opera santa nella misura in cui la sua libertà è quotidianamente giocata nel rapporto con Cristo. Quanto la recita, personale o in famiglia, del Rosario aiuta in questa strada! b) Il Santo Patriarca terminava la sua riflessione in occasione della Festa della Salute dicendo: 'Finalmente per esser veri devoti di Maria non basta l'escludere dal cuore il peccato, ma è necessario di fare il bene ed imitare per quanto possiamo le sublimi virtù di cui Maria ci ha dato l'esempio. Se amate Maria, se desiderate di piacerLe non cessate di mirare in Lei e di imitarLa'. Maria che, senza indugi, corre a servire la cugina Santa Elisabetta; che con delicata attenzione si accorge della mancanza del vino a Cana; Maria che accetta la ferita del distacco da Gesù adolescente chiamato a 'fare la volontà del Padre celeste'; che sa custodire nel cuore il mistero del destino di quel Figlio che le è stato affidato; che sta ritta ai piedi della Croce accompagnando suo Figlio nell'opera della redenzione; Maria che diventa segno della pietas ricevendo tra le braccia il cadavere del Figlio; Maria che, colma di gioia, lo saluta Risorto; Maria che riceve il dono dello Spirito insieme agli Apostoli; Maria che non cessa di proteggere e sorreggere il popolo cristiano nel suo pellegrinaggio in questo mondo' Ecco la Madre a cui ogni giorno possiamo rivolgerci implorando da Lei un cuore come il Suo per compiere l'opera santa della carità alla quale vi siete dedicati.
3. La condizione per questa educazione all'amore è l'amicizia cristiana (la comunità): «Voi siete i miei amici, se farete ciò che io vi comando. Non vi chiamo più servi, perché il servo non sa quello che fa il suo padrone; ma vi ho chiamati amici (') Nessuno ha un amore più grande di questo: dare la vita per i propri amici» (Vangelo). L'UNITALSI non è solo il pellegrinaggio ma deve investire la vita di tutti i giorni collegandosi alla comunità cristiana. Rinnovati dall'amore di Dio diventiamo operatori di amore. Ecco l'origine, ecco la strada, ecco il presente e il futuro che, per intercessione della Santissima Vergine, consentirà all'UNITALSI di cooperare efficacemente a vivere Gesù Cristo come centro della persona, del cosmo e della storia (cfr RH).
4. UNITALSI e Pio X hanno in comune la prospettiva di instaurare omnia in Christo. Il pontificato di Pio X continua a suscitare apprezzamenti molto diversi. Ma a noi cristiani interessa la sua santità: 'Guardate ogni giorno il volto dei santi per trarre conforto dai loro insegnamenti'. La santità di S. Pio X non riluce solo nella sua straordinaria personalità, ma anche nella significativa azione promossa per aiutare il popolo ad una vita cristiana più intensa. All'indomani della sua morte The Times di Londra scriveva: 'non è esagerato dire che Giuseppe Sarto ha fatto di propria iniziativa più cambiamenti nella disciplina della Chiesa cattolica di ogni altro dei suoi predecessori dall'epoca del Concilio di Trento'. Come non ricordare i decreti sulla Comunione frequente e sulla Comunione dei bambini, i provvedimenti sull'insegnamento catechistico e sulla predicazione, la riforma della musica sacra e la revisione del messale e del breviario, la riorganizzazione dei seminari per favorire la formazione del clero, la codificazione del Diritto Canonico e la riforma della Curia romana...? All'origine di questa vasta opera di riforma si trova un'intuizione che collega direttamente il Papa di Riese con il grande rinnovamento del Concilio Vaticano II: l'indole essenzialmente pastorale della Chiesa. Il ricupero dell'indole pastorale della Chiesa, infatti, è stato uno dei fattori determinanti che ha permesso al Vaticano II di affrontare i problemi del cosiddetto mondo moderno che, fin dall'inizio del XX secolo, travagliano anche i cristiani. È una cosa naturale: il cristiano deve essere sempre teso a seguire le orme del suo Signore che «non considerò un tesoro geloso la sua uguaglianza con Dio ma spogliò se stesso facendosi obbediente e obbediente fino alla croce». La devozione che il Beato Giovanni XXIII nutriva per San Pio X ci fa intuire che l'indole pastorale della Chiesa è il filo rosso che unisce questi due patriarchi di Venezia e successori di Pietro. Nella logica dell'incarnazione la Chiesa tende a «fare di Cristo il cuore del mondo». La missione espone il cristiano al rischio ed anche alle contraddizioni e tuttavia ' come ci mostrano i santi ' alla fine egli è vittorioso. L'unica garanzia quindi di fronte all'inevitabile rischio, sempre connesso alla libertà, è la santità. Allora, tutti insieme, per festeggiare questo duplice glorioso centenario, rivolgiamo al Padre l'insistente preghiera che scaturisce dalla coscienza della nostra pochezza. Lo diceva lo scrittore francese Léon Bloy: «C'è solo una grande tristezza, quella di non essere santi».



25/05/2003 S.E. Rev.ma Mons. ANGELO SCOLA

Documenti allegati: