Diocesi di GUBBIO
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Prima visita pastorale del Vescovo, mons. Mario Ceccobelli   versione testuale
Da novembre 2009 a cominciare dalla zona Saonda-Chiascio


Nel mese di novembre 2009 inizia la prima Visita pastorale di mons. Mario Ceccobelli alla Diocesi di Gubbio. La prima zona ad essere visitata sarà quella della Saonda-Chiascio. L\'annuncio del Vescovo è arrivato il 20 settembre scorso in occasione della Festa per la Dedicazione della Cattedrale e a conclusione dell\'Assemblea diocesana. Ecco qui sotto il testo integrale della Lettera di indizione della visita. In fondo alla pagina, invece, è possibile scaricare tutti i materiali necessari per approfondire e stampare finalità e istruzioni, questionario e schede da compilare.

 

Lettera di indizione della visita pastorale

Alle comunità cristiane
della santa Chiesa che è in Gubbio
e ad ogni persona di buona volontà.

È con grande gioia che oggi, festa della Dedicazione della Chiesa Cattedrale, a conclusione dell’Assemblea diocesana e al termine di questa solenne celebrazione eucaristica, durante la quale il Signore ha donato un nuovo sacerdote alla nostra Chiesa, alla presenza del presbiterio diocesano, dei membri della vita consacrata e dei fedeli laici, indico la visita pastorale nella diocesi eugubina.
Dal 6 febbraio 2005 sono in mezzo a voi come vescovo, inviato dal santo padre Giovanni Paolo II a sostituire il vescovo Pietro.
Superate le emozioni e le trepidazioni dei primi tempi per un compito tanto impegnativo e carico di responsabilità, ritengo giunto il momento di iniziare la mia prima Visita Pastorale.
Lo faccio dopo aver riordinato gli organismi della diocesi, ovvero il Consiglio pastorale diocesano, il Consiglio per gli affari economici; dopo aver individuato i responsabili per gli uffici diocesani e dato norme per l’amministrazione degli enti diocesani soggetti alla mia vigilanza.
La visita, oltre ad essere un mio dovere di vescovo, mi offrirà la possibilità di conoscere meglio le singole comunità parrocchiali, ma sarà anche per loro l’occasione per conoscere meglio me, non tanto come persona, ma come successore degli Apostoli.
Sono loro, gli Apostoli, che hanno raccolto il comando di Gesù di andare per le vie del mondo a portare la buona notizia del Vangelo, e dopo di loro altri apostoli sono stati inviati dal successore di Pietro, a cui Gesù affidò il compito di guidare e confermare nella fede la sua Chiesa.
Io sono un anello di questa catena, che partendo da Gesù passa per una lunga serie di successori, fra i quali, in Gubbio, emerge per santità Ubaldo, e attraverso altri vescovi venuti dopo di lui, giunge a me, il 59°, che viene a visitarvi.
La mia presenza tra voi sia accolta nella fede come “un evento di grazia che riflette in qualche modo l’immagine di quella singolarissima e del tutto meravigliosa visita, per mezzo della quale il Pastore sommo (1Pt 5,4), il vescovo delle anime nostre (1Pt 2, 25) Gesù Cristo ha visitato e redento il suo popolo (Lc 1, 68)”.
Sia pure un’occasione di festa e di gioia, ma anche un’opportunità per rivedere insieme e responsabilmente il cammino compiuto e per intravedere, con l’aiuto dello Spirito Santo, ciò che il Signore ha preparato per noi e per la nostra Chiesa che vive questo frammento di storia.

Inizio questa mia prima visita pastorale in coincidenza con due eventi di grande significato, uno di carattere universale ed uno riferito alla nostra Chiesa diocesana. Mi riferisco innanzitutto all’anno sacerdotale indetto dal Santo Padre Benedetto XVI in occasione del 150° anniversario del “dies natalis” di Giovanni Maria Vianney, il santo patrono di tutti i parroci del mondo. Tale anno vuole contribuire a promuovere l’impegno di interiore rinnovamento di tutti i sacerdoti per una loro più forte ed incisiva testimonianza evangelica nel mondo di oggi.
L’altro evento è riferito al nostro patrono: nel 2010 ricorre l’850° anniversario della morte di sant’Ubaldo. Durante la visita mi accompagnerà in ogni parrocchia una sua immagine, segno della sua presenza mediatrice di grazie per il nostro popolo.
Vengo per conoscere più da vicino la vita delle comunità cristiane della diocesi, per condividere la difficoltà di testimoniare oggi il Vangelo in un mondo in rapido cambiamento.
Vengo per aiutare le comunità, con un dialogo schietto e sincero, a camminare insieme superando le eventuali divisioni e incomprensioni: segni questi della fragilità umana da cui nessuno è esente.
Vengo per incoraggiare i presbiteri a diventare cercatori di carismi, cioè dei doni che lo Spirito Santo ha deposto nel cuore di ogni battezzato. Doni che dopo essere stati individuati vanno coltivati con una formazione adeguata, e trasformati in servizi per l’edificazione della comunità cristiana. 
Vengo a stimolare le comunità parrocchiali affinché s’interroghino per cercare insieme nuovi linguaggi e cammini per poter offrire a quanti intendono cominciare a credere itinerari di fede più consoni alla loro sensibilità ed esperienza di vita.
Vengo anche per verificare insieme la concreta attuazione dei suggerimenti che ho proposto con le lettere pastorali in questi quattro anni di ministero in mezzo a voi; questa verifica sarà importante anche per me, per poter correggere anch’io il mio linguaggio e il mio modo di comunicare.
Vengo per sollecitare la collaborazione tra le comunità parrocchiali della stessa zona pastorale, favorendo così quella pastorale integrata che si avvale anche della preziosa collaborazione e delle risorse che i gruppi e i movimenti sono chiamati ad offrire nella costruzione dell’unica Chiesa.
Invito le comunità parrocchiali a dedicare i prossimi mesi ad un’adeguata preparazione. La visita pastorale difatti necessita di un coinvolgimento attivo e partecipe di tutti coloro che sono impegnati nella vita della comunità: dai sacerdoti agli operatori pastorali, alle famiglie, ai giovani.
Tenuti presenti i cann. 396 e 397 del CJC, e i nn. 221/225 del Direttorio per il ministero pastorale dei vescovi, consultato il Consiglio presbiterale, con il presente atto indìco la Visita Pastorale alla Diocesi di Gubbio.


Gubbio, 20 settembre 2009


+ Mario Ceccobelli
Vescovo di Gubbio