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    Intervista a Rébecca Dautremer
   
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Intervista Rébecca Dautremer


    


Nè sconosciuta, nè tantomeno dimenticata o « complicata »' Rébecca Dautremer è una delle illustratrici per ragazzi tra le più apprezzate degli ultimi cinque anni, non solo nel raffinato e complesso ambito francese...

  • Una tua presentazione...
Rébecca Dautremer : Mi chiamo Rébecca Dautremer, sono nata a Gap nel 1971 ; ho quindi 36 anni, da 10 sono illustratrice. Ho frequentato l'ENSAD (Ecole Nationale Supérieure des Arts Décoratifs), dopo aver passato un anno in una scuola di comunicazione visiva. Alle Arts Déco ho seguito il corso di grafica....
  • Hai iniziato nel 1995, a 24 anni... come sei arrivata all'illustrazione per i ragazzi ?
R.D. : Il caso, durante la mia formazione di grafica, un professore mi presentò ad un editore : Gautier-Languereau. All'epoca Gautier-Languereau era alla ricerca di persone che facessero immagini, decalcomanie, album di figure da colorare... Io quindi sono andata a presentare, molto modestamente, il mio curriculum e ... in quell'occasione la direttrice artistica mi ha affidato il mio primo lavoro. Questa prima prova, ancora da studente, mi ha dato la possibiità di fare dei passi in avanti. Sono passati i mesi, mi è stato commissionato il primo libro, poi un secondo che è stato apprezzato da un altro editore. Ed è così che in 4-5 anni, dalla mia prima vocazione di grafista, ho scoperto che potevo lavorare nell'illustrazione e dunque... che ero un'illustratrice. E' stato ripeto veramente un caso, una possibilità grazie all'incontro con delle persone in gamba che hanno avuto fiducia in me.
  • Natale 2004. Il boom con l'album "Princesses oubliées ou inconnues..."  realizzato con Phillipe Lechermeir. Come è nato questo incontro ?
R.D : Phillipe ha spedito per posta molto semplicemente il suo testo nel novembre 2003.Quando mi è stato proposto, non mi ha attirato sul momento... più che qualcosa sulle principesse io avevo paura di fare qualcosa di sciocco... Ma dal momento che lì dentro c'erano una serie di idee molto originali, l'editore ha insistito e così ci si è lanciati nell'opera. Era la prima volta che mi confrontavo così con un autore, abbiamo veramente costruito il progetto insieme.
  • Cosa dici del successo di Principesse?
R.D : Avevo già alle spalle un libro che non era andato male: "L'amoureux" ; allo stesso livello di Princesses, ma su più anni. Mi aveva già fatto conoscere un pò ; uscito Princesses, l'editore pensava che finisse in un flop totale dal momento che avevo disegnato delle principesse guerce e cose del genere... Alla fine il libro si è esurito dieci giorni dopo la pubblicazione...
  • Possiamo dire che da allora il pubblico va in libreria per acquistare l'ultimo « Rébecca Dautremer » ?
R.D : Non so se la gente che compra un libro per ragazzi, lo compra per il nome. I più comprano a fiuto, se ora io piaccio... tanto meglio. Alcuni mi seguono, effettivamente, sempre di più, ma non ci sono star nell'illustrazione ; se tu chiedi alla gente di citare un illustratore a caso, persino Claude Ponty ...  non sono sicura che riescano a rispondere. Quando si vendono 100.000 libri, quanti ricordano il nome sulla copertina ? Come dicevo, ci sono quelli che mi seguono, ma non è quello che fa « il grosso » delle vendite.
  • Nel 2005 esce con Taï-Marc Le Thanh la vostra versione di Cyrano de Bergerac. Come ti è venuta l'idea ?
R.D : Quando cerco un'idea nuova, ho anche la preoccupazione di quello che possa interessare il pubblico. Per Cyrano, io volevo lavorare su un personaggio conosciuto da tutti. Avevamo pensato anche a Romeo e Giulietta. Taï-Marc dice che alla fine è stata una sua idea, io dico che fu la mia. C'era già lo scenario, ci siamo lanciati...
  • Il testo non evoca assolutamente l'Asia, come mai allora questa scelta illustrativa ?
R.D : Riprendendo Cyrano, non avevo affatto voglia di riprendere i costumi e il contesto barocco francese. Mi sono detta che stavo per lavorare ad una sorta di costume improbabile, un misto tra il kimono e i dentelli... all'inizio non me la sentivo di partire nell'idea Giappone e Asia. Pensavo che sarebbe stato come un film di fantascienza dove si prendono i costumi di un'altra epoca, poi ho visto il film « La foresta dei pugnali volanti » che mi ha offerto moltissime idee di ambienti e di costumi. Dal momento che ci si allontanava dalla versione originale, non mi sono preoccupata più di tanto' si va verso il Giappone, ma non in modo troppo rigido, mi sono sentita molto libera'
  • Un pò come il precedente « Babayaga », un testo pieno di humor e di strizzate d'occhio mentre i tuoi disegni sono molto seri ; è voluto da parte tua ?
R.D : Contrariamente a quello che si potrebbe pensare, nulla è stato calcolato. Quando Taï-Marc si mette a scrivere, ha sempre la tendenza a « fare l'imbecille », e a non prendere nulla sul serio, riportando tutto con umorismo. Io non riesco a fare queste cose, ho piuttosto la tendenza a fare delle cose melanconiche, tristi' Amo molto la pioggia, quando viene buio, trovo che quando si è immusoniti, si è più belli di quando si ride. E' vero che c'è un misto un pò bizzarro ma lo vedo bene per Cyrano. Per babayaga, quando io facevo disegni molto cupi, per fortuna c'era Tai-marc con il suo umorsimo, altrimento l'atmosfera sarebbe stata troppo pesante.
  • "La tortue géante des Galapagos". L'hai realizzata da sola e, ancor più, è un testo di teatro. Come ne hai avuta l'dea ?
R.D : Erano due o tre anni che ci pensavo. Punto di partenza era il miodesiderio di disegnare degli animali che si vestivano con il costume di altri animali. Avevo anche scritto un breve testo, fodamentalmente quello della « Tartaruga ». Non era che un dialogo, non sono una scrittrice, non so scrivere un romanzo' E' passato un pò di tempo, l'editore ha accettato più o meno il testo, avevo intanto altri progetti e a quel punto l'ho passato ad un'altra illustratrice, Muriel Kerba, che ha accettato di mettersi al lavoro. A quel punto l'editore mi ha incitato dicendo che ra un peccato, che era lui il responsabile, che potevo fare uno sforzo' Ha dato un altro progetto a Muriel e mi sono riavvicinata al mio testo. Ho rimpiazzato gli animali con degli attori in un doppio costume' siccome la storia era molto semplice, mi sono detta che dovevo provvedere a tutto : attori, didascalie'  Questo era per me fondamentale : la luce del teatro, scenari vuoti, false biografie, un autore fittizio' veramente un pretesto per disegnare. Sì, poteva ancora darmi una mano moi marito, ma alla fine il mio editore mi ha consigliato di mettermi da sola a fare quello che mi piaceva. Per una volta sono arrivata dove volevo veramente.
  • Per finire, moltissimi sono i progetti in corso, almeno sino alla fine del 2008'
R.D : E' vero, ricomincio a lavorare con Philippe Lechermeier, attorno a Pollicino; ha riscritto il testo con mille digressioni, molto divertente. Uscirà nell'autunno prossimo. Un altro progetto con moi marito per un personaggio di serie, una pecora di nome Séraphin' Usciranno nei prossimi mesi sei album, come dei fumetti. E, ancora con moi marito, un pò nel formato di Cyrano'. sorpresa ! Con Didier Jeunesse, lavorerò ancora con Carl Norac per un libro sul jazz, non ne vedo l'ora, è un bellissimo progetto. Non vorrei fare più di due libri all'anno, c'è già molto lavoro.. Ho anche un progetto di animazione per un cartone animato'
  • Una parola per concludere'
R.D : Grazie. (con un sorriso')