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Contributi economici CEI   versione testuale

La Conferenza Episcopale Italiana (CEI) destina ogni anno alla salvaguardia e valorizzazione dei beni culturali delle Diocesi, una quota prelevata dall'otto per mille dell'Irpef, che i cittadini italiani destinavano alla Chiesa Cattolica. Tale quota non è da confondere con quella destinata alla Diocesi per l'edilizia sacra, e che viene  direttamente gestita dalla Diocesi stessa.

Per quanto riguarda la disponibilità di cui sopra, in questi ultimi anni per la nostra diocesi si è aggirata intorno ad Euro 350.000, utilizzati a finanziare progetti di restauro e recupero di vari beni culturali ecclesiasti, approvati dal Vescovo su presentazione dell'Ufficio e della Commissione per l'Arte Sacra e i Beni Culturali.

A tale somma si aggiungono altre disponibilità che la CEI mette a disposizione delle Diocesi su progetto, per co-finanziare l'inventariazione informatizzata dei Beni Culturali, l'installazione di impianti di antifurto, la conservazione e consultazione di archivi e biblioteche diocesani, l'acquisto di edifici a scopo di salvaguardia, il restauro di organi a canne.


a. Enti destinatari

I finanziamenti sono erogati al Vescovo diocesano per i soli enti ecclesiastici che seguono:
1. Diocesi
2. Chiese Cattedrali
3. Parrocchie
4. Abbazie
5. Capitolo
6. Seminario
7. Chiese, santuari ed altri enti di cui sia provata la stabile funzione sostitutiva o sussidiaria della diocesi o delle parrocchie.


b. Inventariazione informatizzata

Anche nella nostra Diocesi di Orvieto-Todi si sta provvedendo all'inventariazione dei Beni Culturali mobili appartenenti alle parrocchie, in attesa di iniziare, a breve tempo, l'inventariazione degli edifici di culto di proprietà ecclesiastica.

Tale inventariazione, prevista come obbligo dal Diritto Canonico per i responsabili della gestione dei Beni stessi e sancita dall'accordo per la salvaguardia dei Beni Culturali intercorso tra la CEI e lo Stato Italiano, ha lo scopo di valorizzare e salvaguardare il patrimonio artistico ecclesiastico.

           

La CEI partecipa alla spesa per l'inventariazione con la somma di Euro'1.291,00 per ciascun Ente ecclesiastico. Si prevede che nella nostra Diocesi tale somma non basterà a coprire nemmeno la metà della spesa necessaria; per poter portare a compimento l'inventariazione si ricorrerà quindi a contributi di enti, associazioni, fondazioni bancarie, come anche ad un proporzionato contributo che verrà richiesto alle parrocchie e agli enti interessati.

           

Terminato il lavoro di inventariazione, ogni ente riceverà le schede che lo riguardano e che serviranno a valorizzare il patrimonio artistico, come anche a difenderlo da furti e alienazioni indebite; verrà anche utilizzato per la verifica dello stato dei Beni Culturali dell'Ente in occasione di visite pastorali, come anche nella consegna dell'ente ad un nuovo rappresentante legale o ecclesiastico.

           

L'inventariazione sarà altresì utile a far crescere presso le comunità cristiane la consapevolezza del patrimonio artistico e culturale che le generazioni passate le hanno trasmesso e consegnato come segno di fede e strumenti di culto e catechesi.

 

c. Restauro e consolidamento statico di edifici di culto

La nostra diocesi di Orvieto-Todi ha a disposizione ogni anno per progetti di restauro e consolidamento statico di edifici di culto la somma di Euro 350.000 circa.
Tale somma viene destinata a lavori di restauro e ristrutturazione di edifici di culto come anche di pertinenze, che abbiano valenza artistica e che siano state edificate da almeno 50 anni.
Ugualmente vengono finanziati lavori di adeguamento e messa a norma di impianti elettrici e di riscaldamento.
La CEI finanzia, con contributo unico per ogni edificio, fino al 50% della spesa ammissibile dei progetti presentati, che non devono superare l'importo di Euro 600.000 né essere inferiori a Euro 36.000.


d. Installazione di impianti di sicurezza ' antifurto

La CEI finanzia ogni anno con una cifra di Euro 19.000 per tutta la Diocesi, i lavori di installazione e integrazione di impianti di sicurezza antifurto per gli edifici di culto e le loro dotazioni storico-artistiche. Tali progetti, nel limite della cifra stabilita, sono finanziati per intero.

e. Conservazione e consultazione di archivi e biblioteche

Alla conservazione e consultazione di archivi e biblioteche diocesani, alla promozione di musei diocesani o di interesse diocesano, la CEI destina ogni anno un contributo. Compatibilmente con la disponibilità di fondi possono essere ammessi a finanziamento anche archivi generalizi e provinciali come anche biblioteche particolarmente rilevanti appartenenti agli Istituti religiosi, purché aperte al pubblico. Per ogni ente il contributo ammonta ad Euro 13.000 annui.

f. Acquisto di edifici di culto a scopo di salvaguardia

Qualora, al fine di salvaguardare edifici di valenza culturale occorresse procedere al loro acquisto, la CEI partecipa alla spesa con un solo contributo annuo per Diocesi. In questo caso la spesa minima non deve scendere al di sotto di Euro 105.000, né deve superare quella di Euro 600.000. La CEI contribuisce fino al 50% del costo totale.

g. Restauro di organi a canne

Per il restauro di organi a canne la CEI mette a disposizione la cifra annua di  Euro 250.000 per ogni Diocesi, finanziando per il 30% della spesa un massimo di tre progetti per ogni Diocesi.

h. Sostegno ad una iniziativa diocesana per la custodia, la tutela e la valorizzazione dei BB.CC.EE.

Un contributo massimo di Euro 15.000 annui per ogni Diocesi viene messo a disposizione  per la custodia, la tutela e valorizzazione di edifici di culto. Tali iniziative devono essere messe in atto dalla Diocesi con dei volontari associati.

i. Modalità di presentazione delle richieste, dei progetti e criteri per la scelta degli stessi.

Le richieste per i contributi di cui sopra, vanno presentate alla CEI dall'Ufficio diocesano BB.CC.EE., che allestisce la pratica, ne verifica la priorità tra le domande presentate, la sottopone alla verifica del Consiglio Diocesano per i Beni Culturali Ecclesiastici e al benestare del Vescovo, verifica la disponibilità dell'Ente che presenta la domanda di contributo a finanziare la parte rimanente della spesa spettante all'Ente stesso.

Quanto ai criteri per la scelta della priorità degli interventi per cui si chiede il finanziamento, si tiene conto, nell'esercizio della prudenza e del buon senso, della urgenza dell'intervento, delle possibilità dell'Ente che lo richiede, della necessità. L'ultima parola spetta anche in questo caso al Vescovo.

 


Responsabile Sito Internet Diocesano Dott. Michela Massaro - Contatti: info@diocesiorvietotodi.itmichelamassaro@libero.it