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Città di Castello,  15/10/2011 22:31

L'OPERA DEL PITTORE NEMO SARTEANESI, INNOVATORE DELLA TRADIZIONE


Si è tenuta sabato 15 ottobre presso il Salone Gotico del Museo del Duomo la conferenza della Prof.ssa Rita Olivieri su 'Opere di Nemo Sarteanesi nelle chiese altotiberine' inserita nell'iniziativa 'Chiese ed Arte' e realizzata in collaborazione con Ass. per la Tutela e Conservazione dei Monumenti dell'Alta Valle del Tevere e con Circolo cul. 'L. Angelini di Città di Castello. Il Vescovo ha ricordato la figura del professore ed un saluto è stato fatto da Luca Secondi assessore del Comune tifernate. Un pubblico numeroso tra cui i figli Chiara e Tiziano hanno ascoltato la Prof.ssa Olivieri che ha ripercorso le fasi della vita dell'artista dalla sua formazione fiorentina per poi prendere in esame alcuni suoi lavori circoscritti alle chiese. L'affresco scelto a connotazione dell'iniziativa la 'Madonna delle Grazie tra il Vescovo Florido e San Filippo Benizi', degli anni '50 del sec. XX, nel Palazzo vescovile della città fu commissionato dal Vescovo F. M. Cipriani nell'anno Mariano 1954. L'opera riprende i motivi di quella omonima rinascimentale di Piamonte conservata nel Santuario della Madonna delle Grazie ma profondamente innovata dal giovane artista. La relatrice ha condotto un esame approfondito anche di altre opere, facendole ri-scoprire al pubblico presente: S. Caterina da Siena, nella Sacrestia della Chiesa San Domenico, S. Emidio nella prima nicchia laterale sinistra della Chiesa S. Maria Maggiore, S. Donnino nella Cappella di Duomo inferiore, Beata Cevoli nell'altare di sinistra della Chiesa S. Veronica Giuliani e le Via Crucis e il Cristo Risorto nella chiesa di S. Maria Madre della Chiesa di Titta. La vita del Prof. Sarteanesi fu dedicata all'arte e alla bellezza e condotta con straordinaria umiltà. Le persone che lo hanno conosciuto ne ricordano non solo i suoi preziosi interventi artistici ma anche i suoi modi delicati. Egli contribuì al restauro ed all'arricchimento del patrimonio ecclesiastico a partire dalla realizzazione del Museo diocesano di cui è stato direttore artistico dal 1965 fino al 2008, numerosi sono stati gli interventi nella Basilica Cattedrale e all'Oratorio di S. Crescentino a Morra insieme con il fratello Alvaro ed il Maestro Alberto Burri. La Olivieri ha trascinato l'uditorio nella conoscenza delle figure e dei colori usati dall'artista ricorrendo anche ad echi quali Caravaggio, Mondrian, Piero della Francesca e con una profonda commozione testimonianza dell'affetto che la legava questo artista schivo e modesto, nobile d'animo e raffinati nei modi. Prossimo appuntamento: conferenza 22 ottobre, ore 17.00 Salone Gotico, prof. N. Marconi 'Quando oggi l'arte parla di Dio'
Catia Cecchetti


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