Santa Maria delle Grazie

 La chiesa di Santa Maria delle Grazie è il santuario mariano della diocesi nato dal fatto prodigioso della guarigione di un fanciullo paralitico, avvenuta il 25 marzo 1609, giorno dell’Annunciazione. Va ricordato che, a differenza delle altre chiese, un santuario sorge in un luogo scelto non dagli uomini, ma dal cielo.
Non molti lo conoscono come santuario: il periodo carmelitano portò la chiesa ad essere identificata come Santa Teresa, in onore della fondatrice dei Carmelitani Scalzi.
A fine Ottocento il vescovo Riboldi chiamava qui i Salesiani per fondare un Oratorio stile Don Bosco, il grande devoto di Maria Ausiliatrice.
La speranza è che il santuario venga sempre più conosciuto e recuperato anche a livello diocesano, con incontri di preghiera, magari proprio nel mese di maggio, tradizionalmente mariano.

La storia

Fuori dalla Porta di Santa Giustina, lungo la via per Piacenza, dopo il contagio del 1577 era stata eretta (1578) una cappella dedicata alla Madonna. Si trattava di «una picciola cappelletta che al di fuori aveva un’imagine di San Sebastiano Martire e di San Rocco».
Qui il 25 marzo 1609 Agostino Rattazzi, un bambino paralizzato dalla nascita, si rivolge alla Vergine e viene guarito miracolosamente.
Il vescovo Giovan Battista Biglia pensa allora alla costruzione di un santuario mariano. Il fondo viene acquistato con le 537 lire imperiali raccolte dalla città e dai fedeli. Grazie alle consistenti offerte dei devoti si può procedere rapidamente: il 5 agosto del 1609 il vescovo pone la prima pietra per la nuova chiesa a poca distanza da un’altra ora scomparsa dedicata a San Guglielmo.
Nel giro di pochi anni la costruzione è quasi completata e, per la sua collocazione esterna alle mura della città, viene definita «la Madonna di fuori».
Nel 1618 il vescovo Fabrizio Landriani affida la chiesa ai Carmelitani Scalzi, che, a partire dal 1627, provvedono alla costruzione del convento.
Da loro verrà dedicata una cappella a Santa Teresa d’Avila, la mistica carmelitana a cui si deve la riforma dell’Ordine. Questa presenza diventa determinante nel consolidare la denominazione popolare di «chiesa di Santa Teresa», che ancora oggi nell’uso corrente si sostituisce all’intitolazione ufficiale.
Con le soppressioni, nel 1799, i Carmelitani vengono allontanati. In seguito anche la chiesa viene chiusa e destinata ad altri usi in vista, forse, di una demolizione.
Nel 1823 il vescovo Luigi Tosi la riacquista dal demanio e nel 1824 la riapre al culto.
Nel 1897 il vescovo Agostino Riboldi la affida ai Salesiani. Il passaggio comporta l’inserimento di una diversa tradizione religiosa, con nuove devozioni, che si affiancano, e talvolta si sovrappongono, alle precedenti. Nel 1942 il santuario diventa parrocchia.

L'architettura

La Distinta e veridica relazione del 1740 precisa che «il disegno fu fatto prima da un virtuoso architetto da Candia […] ma di poi fu riformato e perfetionato dal virtuoso Giovanni Battista Tassinari pittore e architetto pavese nell’anno 1609».
Solo nel 1748 si completa il campanile, anch’esso in cotto, con rinforzi angolari bugnati che conservano tracce di bianco. La cella campanaria di ordine ionico è coperta da una piccola cupola rivestita in lamina metallica. Nel 1749 «si fecero tutti di nuovo li quattro finestroni del coro […] e le quattro finestre sopra la cornice del medesimo coro, con le due che sono al Lavatore della Sacristia». Nel corso del Novecento si prende in considerazione la possibilità di provvedere al completamento della facciata.

Questo testo è tratto dall'opuscolo "Le chiese di Pavia - San Luca" (a cura di Luisa Erba), ove sono contenute maggiori e più dettagliate informazioni.
Lo si può richiedere al parroco.
Parrocchia di Santa Maria delle Grazie
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Parrocchia, tel. 0382 578292
Parroco, tel. 0382 411094
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