ALBA
Sede: vescovile suffraganea di Torino.
Regione Ecclesiastica Piemonte
Vescovo: BRUNETTI MARCO
E-Mail Diocesi: curia@alba.chiesacattolica.it
    

Parrocchia di San Pietro

San Pietro
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Cenni storico-artistici
Date significative
I parroci
Le cappelle al 1869

Date significative

1243: anno di fondazione di Cherasco. Le chiese periferiche vengono abbandonate o distrutte, San Pietro viene in seguito ricostruita entro la 'villanova', in parte con il materiale appartenente alla vecchia chiesa di Manzano, della quale mantiene il predicato (la donazione di «stalli e sedimi» al 'prevosto' di Manzano, per costruire la nuova chiesa e canonica, avviene già nello stesso anno di fondazione della città). La nuova San Pietro di Manzano conserva dignità di pieve in quanto da essa dipendono due chiese della stessa Cherasco (San Martino e Santa Margherita), e le chiese di Sant'Andrea di Savigliano, San Giacomo di Sommariva del Bosco, Sant'Antonino di Bra e Santa Maria di Busca. Nell'Appendice al Rigestum Comunis Albe figura il documento di conferma della dedizione a Carlo d'Angiò, «actum in Clarasco, apud ecclesiam Sancti Petri».

1345: nel Registro delle chiese della Diocesi di Asti, compilato per ordine del vescovo mons. Arnaldo di Roseto, appare la plebs de Clarasco, che comprende, come giurisdizione, le chiese «de Montarono» e di Santa Maria «de Meanis». L'antico San Pietro di Manzano è invece citato come 'oratorio', alle dipendenze della pieve di Bene.

1361: Tommaso Piloso di Santa Vittoria vi elegge sepoltura e chiede che vi si eriga una cappella a S. Maria, obbligando metà dei suoi beni di La Morra.

1577: i Canonici Lateranensi vengono sostituiti dal clero diocesano (ultimo canonico a reggere la prevostura è Francesco Negro di Fossano). È nominato prevosto il fos sanese Giovanni Giovenale Ancina che, contestato nel suo diritto, vi rinuncia l'anno successivo. L'Ancina diventa poi vescovo di Saluzzo nel 1602, e muore in concetto di santità nel 1604.

1584: con il Sinodo diocesano ad Asti, indetto da mons. Domenico Della Rovere, vengono stabiliti i vicari foranei con sedia, tra i quali quello di Cherasco.

1588: avviene la divisione territoriale del centro urbano di Cherasco nelle quattro parrocchie di San Pietro, San Martino, San Gregorio e Santa Maria del Popolo.

1605: nel Sinodo celebrato ad Asti da mons. Giovanni Stefano Aiazza, vengono riformati i vicariati; quello di Cherasco comprende anche Narzole, Roreto e Cappellazzo.

1623: per interessamento di mons. Giovanni Secondo Ferrero di Ponziglione, vengono solennemente trasferiti a Cherasco, dal cimitero antico di Santa Priscilla in Roma, i resti dei santi martiri Virginio ed Euflamia, donati da papa Gregorio XV. Il corpo di San Virginio è collocato in una ricca urna sotto l'altar maggiore di San Pietro. La reliquia di Sant'Euflamia è conservata nella chiesa di Sant'Iffredo. I due martiri vengono proclamati patroni della Città di Cherasco.

1654: la chiesa viene dotata di organo che, nel

1695, viene spostato dalla posizione originaria (in corrispondenza della prima arcata della navata di sinistra, a lato dell'altar maggiore) in fondo alla chiesa.

1659: è realizzata in marmi bianchi e neri, da Tommaso Carlone, la cappella (nella navata sinistra) dedicata alla Madonna di Loreto. Ai lati sono sistemati quattro reliquiari ad intaglio, eseguiti dal saviglianese Pietro Botto.

1687 - 1714: regge la chiesa don Lelio Luigi Trotti-Sandrj, che inizia importanti lavori di risistemazione, con la costruzione e modifiche delle cappelle laterali.

1704: realizzazione del presbiterio e del coro, edificati su progetto di Sebastiano Taricco.

1713: la pittrice, monaca in Chieri, Giovanna Maria Taricco (figlia di Sebastiano) realizza la tela raffigurante la Crocifissione di San Pietro, visibile sul fondo della chiesa.

1714: il nobile cheraschese Giovanni Taricco, nipote del pittore Sebastiano, commendatario di San Pietro, dota la chiesa di grandi tele realizzate di propria mano, rivelandosi artista tutt'altro che mediocre.

1767: il vecchio organo viene sostituito da un nuovo strumento realizzato da Francesco Maria e Giovanni Battista Concone, organari della Regia Cappella di Torino, nativi di Asti.

1768: il pittore Gallo Barelli esegue gli affreschi alle pareti della sacrestia.

1803: con la ristrutturazione delle Diocesi in età napoleonica le chiese di Cherasco lasciano la Diocesi di Asti per essere annesse, come riferisce il Bernocco, a quella di Mondovì.

1817: in seguito alla Restaurazione ed alla ricostituzione delle Diocesi soppresse nel periodo napoleonico, le parrocchie e le chiese di Cherasco vengono comprese nella ricostituita Diocesi d'Alba.

1883 - 1884: ridipintura della navata centrale, per iniziativa del prevosto Sebastiano Lissone. Nella volta sono realizzati i due grandi medaglioni illustranti episodi della vita di San Pietro, la Glorificazione dell'Apostolo e la Caduta di Simon Mago, opere denotanti notevole impegno tecnico e stilistico eseguiti da Rodolfo Morgari, che si avvale della collaborazione di Clemente e Vittorio Arneri di Castiglione Falletto. La parte ornamentale, meno intensa, è realizzata da Paolo Barelli di Montà, Emilio Cristini di Torino e Giuseppe Boeris di Cherasco. Varie tele sono ripristinate dal pittore Bartolomeo Bellosio.

1893: collocazione di un nuovo organo, in sostituzione di quello settecentesco (ma conservandone la cassa barocca), ad opera di Carlo Vegezzi Bossi di Bergamo.

1923: opera alla decorazione delle navate laterali il pittore albese Finati.

1944: dal Sinodo di mons. Luigi Maria Grassi si apprende che la parrocchia di San Pietro di Manzano di Cherasco, nel vicariato di Cherasco città, è retta da un prevosto commendatario e conta 1.800 abitanti.

1976: il restauratore Guido Nicola opera sulla tela che ha per soggetto San Gerolamo, risalente circa alla metà del XVIII secolo ed attribuita all'Operti, e su quella di Sebastiano Taricco (1641 - 1710), Madonna con Santi domenicani.

1994: vengono eseguiti i lavori di rifacimento del tetto.

1998: la facciata è sottoposta ad accurato restauro.