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S. QUARESIMA 2019
Messaggio di Mons. Vescovo alla Diocesi 

Una preziosa introduzione

al Messaggio per la S. Quaresima

Giovedì prossimo “Il Risveglio popolare” e il nostro sito riporteranno il Messaggio alla diocesi per la S. Quaresima. Era già pronto, addirittura impaginato dalla redazione, quando, il 14 febbraio, ho letto il discorso del Santo Padre Francesco all’Assemblea Plenaria della Congregazione per il Culto Divino e la Disciplina dei Sacramenti. Le parole del Papa mi sono sembrate una preziosa introduzione a quanto avevo scritto.
A proposito dell’impegno di «favorire nel Popolo di Dio la partecipazione “attiva, consapevole e pia” ai misteri di Cristo (cfr Sacrosanctum Concilium, 48)» il Santo Padre Francesco, ricordando i 50 anni dalla riforma del Dicastero per la Liturgia, ad opera di san Paolo VI, ha detto: «La tradizione orante della Chiesa aveva bisogno di espressioni rinnovate, senza perdere nulla della sua millenaria ricchezza, anzi riscoprendo i tesori delle origini. […] Sappiamo che non basta cambiare i libri liturgici per migliorare la qualità della liturgia. Fare solo questo sarebbe un inganno. Perché la vita sia veramente una lode gradita a Dio, occorre infatti cambiare il cuore. A questa conversione è orientata la celebrazione cristiana, che è incontro di vita col “Dio dei viventi”.
Qui si inserisce anche la sfida della formazione.
Non possiamo dimenticare anzitutto che la liturgia è vita che forma, non idea da apprendere. Ed è bene perciò, nella liturgia come in altri ambiti della vita ecclesiale, non andare a finire in sterili polarizzazioni ideologiche, che nascono spesso quando, ritenendo le proprie idee valide per tutti i contesti, si arriva ad assumere un atteggiamento di perenne dialettica nei confronti di chi non le condivide. Così, partendo magari dal desiderio di reagire ad alcune insicurezze del contesto odierno, si rischia poi di ripiegarsi in un passato che non è più o di fuggire in un futuro presunto tale. Il punto di partenza è invece riconoscere la realtà della sacra liturgia, tesoro vivente che non può essere ridotto a gusti, ricette e correnti, ma va accolto con docilità e promosso con amore, in quanto nutrimento insostituibile per la crescita organica del Popolo di Dio. La liturgia non è “il campo del fai-da-te”, ma l’epifania della comunione ecclesiale. Perciò, nelle preghiere e nei gesti risuona il “noi” e non 1’“io”; la comunità reale, non il soggetto ideale. Quando si rimpiangono nostalgicamente tendenze passate o se ne vogliono imporre di nuove, si rischia invece di anteporre la parte al tutto, l’io al Popolo di Dio, l’astratto al concreto, l’ideologia alla comunione e, alla radice, il mondano allo spirituale.
Il compito che ci attende è essenzialmente quello di diffondere nel Popolo di Dio lo splendore del mistero vivo del Signore, che si manifesta nella liturgia. Parlare di formazione liturgica del Popolo di Dio significa anzitutto prendere coscienza del ruolo insostituibile che la liturgia riveste nella Chiesa e per la Chiesa. E poi aiutare concretamente il Popolo di Dio a interiorizzare meglio la preghiera della Chiesa, ad amarla come esperienza di incontro col Signore e con i fratelli e, alla luce di ciò, riscoprirne i contenuti e osservarne i riti.
Essendo infatti la liturgia un’esperienza protesa alla conversione della vita tramite l’assimilazione del modo di pensare e di comportarsi del Signore, la formazione liturgica non può limitarsi a offrire semplicemente delle conoscenze, pur necessarie, circa i libri liturgici, e nemmeno a tutelare il doveroso adempimento delle discipline rituali. Affinché la liturgia possa adempiere la sua funzione formatrice e trasformatrice, occorre che i Pastori e i laici siano introdotti a coglierne il significato e il linguaggio simbolico, compresi l’arte, il canto e la musica al servizio del mistero celebrato, anche il silenzio. Lo stesso Catechismo della Chiesa Cattolica adotta la via mistagogica per illustrare la liturgia, valorizzandone le preghiere e i segni. La mistagogia: ecco una via idonea per entrare nel mistero della liturgia, nell’incontro vivente col Signore crocifisso e risorto. Mistagogia significa scoprire la vita nuova che nel Popolo di Dio abbiamo ricevuto mediante i Sacramenti, e riscoprire continuamente la bellezza di rinnovarla.
La formazione non una volta, ma permanente. Quanto ai ministri ordinati, anche in vista di una sana ars celebrandi, vale il richiamo del Concilio: “È assolutamente necessario dare il primo posto alla formazione liturgica del clero” (Sacrosanctum Concilium, 14). Il primo posto.
Cari fratelli e sorelle, tutti siamo chiamati ad approfondire e ravvivare la nostra formazione liturgica. La liturgia è infatti la via maestra attraverso cui passa la vita cristiana in ogni fase della sua crescita. Lavorare perché il Popolo di Dio riscopra la bellezza di incontrare il Signore nella celebrazione dei suoi misteri e, incontrandolo, abbia vita nel suo nome».
 
Davvero una preziosa introduzione al Messaggio per la Quaresima che propone la Liturgia come «esperienza protesa alla conversione della vita tramite l’assimilazione del modo di pensare e di comportarsi del Signore».
† Edoardo, vescovo
Giornata della Vita Consacrata 2019

Sabato 2 febbraio, festa della Presentazione di Gesù al Tempio, celebriamo la Giornata della Vita consacrata, istituita da san Giovanni Paolo II per ravvivare ogni anno la consapevolezza che “la vita consacrata si pone nel cuore stesso della Chiesa come elemento decisivo per la sua missione, giacché esprime l'intima natura della vocazione cristiana e la tensione di tutta la Chiesa-Sposa verso l'unico Sposo; e crescere nella stima per le vocazioni di speciale consacrazione, rendendo sempre più intensa la preghiera per ottenerle dal Signore. Ne trarrà giovamento la vita ecclesiale nel suo insieme e vi attingerà forza la nuova evangelizzazione”.
I Religiosi e le Religiose della diocesi si riuniranno nel pomeriggio di sabato 2 febbraio: quest’anno nella Parrocchia di S. Benigno Canavese, nei prossimi anni in altre, con l’intento di celebrare la Giornata non “tra di loro”, ma nella vita concreta delle comunità parrocchiali dove essi sono chiamati a testimoniare il primato di Dio nella vita dell’uomo e la comunione fraterna che è parte significativa della loro consacrazione.
Invito le Parrocchie a pregare, in questi giorni, per i Religiosi e a ravvivare la consapevolezza di quanto sia importante, anche nella nostra diocesi, la loro presenza.
† Edoardo, vescovo

* Asterischi *

E’ uscita presso le “Edizioni Oratoriane” di Roma la raccolta degli “Asterischi” pubblicati su “Il Risveglio popolare” in questi anni.

Riportiamo l’intervista in cui il Vescovo ne parla.
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