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I SANTI PATRONI  DELLA DIOCESI DI ASCOLI PICENO
I Patroni della Diocesi di Ascoli sono la Madonna delle Grazie e S. Emidio, vescovo e martire. In una pergamena di Ottone III del 23 giugno 996 la Cattedrale ascolana viene detta "canonica Sanctae Dei genitricis Mariae". In un'altra di Enrico III del 27 maggio 1056, si legge "in honorem Beatae Dei Genitricis Mariae et in qua requiescit corpus Sancti Emigdii".

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 Della Madonna delle Grazie gli storici narrano che l'immagine originale fosse stata dipinta da S. Luca Evangelista. E' certo comunque che fu donata al clero da Nicolò IV, papa ascolano del XIII secolo. Egli probabilmente l'aveva avuta in dono quando ricopriva il delicato ufficio di "apocrisario" presso l'imperatore di Grecia. Fu dapprima chiamata Madonna del Clero, perché al clero fu donata, poi del Giro, per il suo peregrinare nelle varie parrocchie della città. L'originale però andò distrutto da un incendio. Allora ne fu commissionata una copia al pittore Pietro Alemanno, con soddisfazione dei popolo che non smise di venerarla. Proseguendo il tradizionale itinerario, l'imnagine, alla conclusione, veniva riposta nella chiesa di S. Caterina, adiacente a quella di S. Venanzo. Passò quindi, nel 1921,alla chiesa di S. Maria della Carità (detta la Scopa). Nel 1958, per iniziativa dell'allora Vescovo Diocesano Mons. Marcello Morgante, fu definitivamente esposta alla devozione dei fedeli, nella Cappella della Cattedrale. Attualmente la venerata immagine, sin dal 31 maggio 1961, per proclamazione di papa Giovanni XXIII, sotto il titolo di Madonna delle Grazie, è Patrona della Diocesi di Ascoli Piceno, come lo è da tempo immemorabile S. Emidio, Vescovo e Martire.

Anche di S. Emidio parla la storia. Egli nacque a Treviri, fiorente città di Germania, nell'anno 273. Di famiglia pagana, comprese presto gli errori di una religione che adorava gli dèi. S'istruì sulle verità della fede cristiana e si fece battezzare. Ricordando le parole di Gesù "Nessuno è profeta in patria", insieme a tre suoi fidi compagni Euplo, Germano e Valentino, parti per la terra che ospitava il Vicario di Cristo. Sostò a Milano, ove il santo vescovo Materno, trattenendolo per qualche tempo, lo istruì e lo ordinò sacerdote. Essendo la sua meta Roma, vi si diresse. Prima di arrivare a rendere omaggio a papa Marcellino, ebbe occasione di predicare alla gente, confermando il suo messaggio con il lenire le piaghe dei sofferenti e con prodigi. Conosciutolo il Pontefice, come uomo mandato da Dio, lo consacrò vescovo, pregandolo di recarsi in Ascoli, ove un'esistente comunità cristiana desiderava tanto la presenza di un Pastore che fosse di aiuto per superare ogni difficoltà. Emidio, animato da ardore apostolico, parti subito, accompagnato dai suoi tre compagni, a cui si aggiunse un giovane romano, Benedetto. Giunto in Ascoli, diede subito corso alla sua missione, convertendo alla fede anche la figlia del prefetto della città, Polisia. Presto furono tanti a ricevere il Battesimo. La sua predicazione era spesso accompagnata da prodigi. Ma, nel rione ove si recava per battezzare, un giorno raggiunto dall'ira dei persecutori, fu decapitato. La tradizione dice che anche allora si verificò un prodigio: il Martire, alzatosi, quasi avesse due vite, raccolto da terra il suo capo sanguinante, avrebbe raggiunto l'oratorio delle Grotte, incavato nella roccia e, in quel luogo, trovò il suo riposo.
E' venerato particolarmente come protettore contro il flagello del terremoto. A favore di questo titolo, vi sono gli storici a testimoniarlo.
Essi affermano, come in Ascoli e diocesi, benché sia una zona a grave rischio, non si è mai dovuto piangere per gravi conseguenze del terremoto.
A testimonianza della devozione popolare al Santo Patrono fin dai primi secoli, il Marcucci, Vescovo di Montalto e fondatore delle Pie Operaie dell'Immacolata Concezione, vissuto tra il 1717 ed il 1798, facendo riferimento al 7° vescovo di Ascoli, Felice, tra l'altro afferma che tale pastore, nel 675, scrisse e fece porre sulla tomba di S. Emidio il seguente epitaffio, che tradotto dal latino, dice:
"Amato e illustre qui riposa l'uomo luce di Chiesa Emidio e onor di patria, che amò la fede, la donò e difese; casto ed angelico, magnifico splendore. Quanti fiorenti figli lo imitaron. Dio gli donò gloria e splenda in cielo".

LE IMMAGINI

 L'immagine della Madonna delle Grazie patrona della Diocesi di Ascoli Piceno

 Un immagine di SantìEmidio, vescovo e martire, patrono della Diocesi di Ascoli Piceno e particolarmente venerato come protettore contro il flagello del terremoto

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