Museo Cristiano - Tesoro del Duomo
Cividale del Friuli
Candidatura UNESCO

Una sfida tutta italiana consiste nel trasformare la Cultura in effettivo motore dell’economia. Una scommessa oggi “cantierata” nei più sofisticati laboratori istituzionali della conoscenza, dell’economia, della ricerca e dell’innovazione.

Uno di essi è ufficialmente “aperto” in Friuli con la candidatura all’UNESCO di Cividale “longobarda” (in rete con Brescia, Castelseprio, Spoleto e Benevento).

Una candidatura balzata al primo posto nella speciale lista del Ministero per i beni culturali. Lo strumento operativo del passaggio dalla cultura all’economia è l’obbligatorio e innovativo “piano di gestione”, che deve indicare l’insieme coordinato di progetti programmati nel breve-medio periodo, al fine di creare nuove fonti di crescita economica, tutelando e valorizzando nel contempo i beni da iscrivere nel “Patrimonio dell’Umanità”. Ciascuna area regionale elaborerà il proprio progetto di sviluppo, mentre l’insieme della “rete” verrà coordinato da strumenti conoscitivi, promozionali e di valorizzazione delle migliori qualità economico-produttive dei singoli territori”.

Se ne è parlato a Udine nella sala “Paolino d’Aquileia” dell’Arcidiocesi nel corso della presentazione dell’accordo con la Banca Popolare FriulAdria per il co-finanziamento dell’ampliamento del Museo cristiano di Cividale e per l’annuncio del grande concerto del 2 giugno nel Centro S. Francesco di Cividale ove si esibiranno i Solisti Veneti con il soprano Cecilia Gasdia. Un evento di grande richiamo che sottolinea il valore della candidatura UNESCO.

Presenti all’incontro mons. Giulio Gherbezza, Vicario generale diocesano, mons. Guido Genero, presidente della Commissione diocesana d’arte sacra e arciprete di Cividale, Giovanni Lessio e Daniele Lattanzi, rispettivamente responsabile Comunicazioni e capo area Friuli della Banca Popolare FriulAdria, oltre al segretario del Comitato istituzionale “Cividale per l’UNESCO” e del gruppo di lavoro della “rete” nazionale, Bruno Cesca.

“Cividale e il Friuli, mai marginali nella storia, nella cultura, nei commerci e nell’arte, hanno saputo assimilare il meglio, fonderlo in unità e difenderlo con i suoi muri di pietra. Ora- ha detto mons. Gherbezza – vi è l’obiettivo di un sistema integrato che preveda accordi e sinergie istituzionali regionali e transregionali, un corridoio geoculturale per ritrovare affinità e comunanze espressive”. Tra le principali sinergie vi è certamente quella tra pubbliche Istituzioni e Istituzioni religiose, detentrici di un ingente patrimonio d’arte – basiliche, affreschi, statue, codici miniati, raffinati lavori di oreficeria – la cui valorizzazione rientra nei piani della Chiesa. “L’anima del Friuli – ha concluso – si è formata traendo ispirazione dal messaggio cristiano: i luoghi d’arte sono per lo più i luoghi di fede”. Un patrimonio e un territorio da valorizzare e un sistema di strutture religiose per l’ospitalità – incluso il rinnovato Seminario di Castellerio – che attendono anche flussi di turismo religioso, giovanile, sociale.

In questo contesto nasce l’accordo tra Parrocchia del Duomo di Cividale e Banca Popolare FriulAdria, partecipe del complessivo progetto di sviluppo regionale indotto dalla candidatura UNESCO (che investe in modo parallelo alla candidatura in senso stretto altri siti regionali di matrice longobarda, quali Sesto al Reghena, Cormons, Nimis, Artegna, Gemona, Osoppo, Ragogna, Invillino).

La banca cofinanzierà l’ampliamento del Museo cristiano in cui – come ha illustrato mons. Genero – oltre al Battistero di Callisto e all’altare del Duca Ratchis (beni tutelabili dall’UNESCO), troverà spazio e potrà essere riproposto al pubblico dopo oltre mezzo secolo il prestigioso Tesoro del Duomo. Ne fanno parte oggetti d’oreficeria, religiosi, una quadreria, paramenti sacri, tre dei quali oggi inclusi nella prestigiosa mostra “Venezia e l’Islam” in svolgimento al MOMA di New York.

“Fare sistema” è la parola d’ordine riecheggiata negli interventi di Lessio e Lattanzi. “La Regione – ha ricordato Lessio – è impegnata nel potenziare strutture e infrastrutture turistiche. Parallelamente la banca, che affianca in modo propositivo il lavoro della Regione, da oltre un lustro opera nel duplice intento sia di fornire contenuti e raccordi culturali al sistema complessivo dell’accoglienza, sia di valorizzare le produzioni tipiche e caratterizzanti del Friuli” Interventi di spicco sono stati la realizzazione dei cataloghi scientifici dei principali Musei regionali (prossima la presentazione del tomo sui musei provinciali di Gorizia), il raccordo con i Musei cristiani (di FriulAdria l’intervento anche per il Tesoro del Duomo di Gemona). “La candidatura longobarda di Cividale, assieme alle preziosità di Aquileia, può divenire per il Friuli l’asse forte del richiamo turistico-culturale e una opportunità di livello internazionale per coordinare con maggior forza, progetti economici in campo strutturale, infrastrutturale, di servizio, di commercializzazione”.