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INSIEME PER CAMMINARE
Portale del Sinodo della Chiesa di Dio che è in Perugia - Città della Pieve

GLI AMBITI


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Invito alla riflessione

“Nuova evangelizzazione”: il programma pastorale delle parrocchie italiane, ripetuto per 15 anni. Lo dimostrano le Note pastorali programmatiche stilate dai vescovi negli ultimi quindici anni: ripetono sempre la stessa cosa. E la stessa cosa ha sempre detto Giovanni Paolo II.


1990: Evangelizzazione e testimonianza della carità
“...Appare anzitutto urgente promuovere una pastorale di prima evangelizzazione, che abbia al suo centro l’annuncio di Gesù morto e risorto, salvezza di Dio per ogni uomo, rivolto agli indifferenti o non credenti. Si tratta di un cammino in buona parte nuovo per le nostre comunità, la cui pastorale continua spesso a percorrere vie che non danno al primo annuncio lo spazio e l’importanza oggi indispensabile” (n. 31).

1997: L’iniziazione cristiana. Orientamenti per il catecumenato degli adulti
Il primato dell’evangelizzazione “è una scelta che si impone per ragioni ben note e sulla quale – a partire dal Concilio – i vescovi italiani sono ripetutamente ritornati nei documenti e negli orientamenti pastorali. Una scelta da tutti condivisa sul piano ideale e teorico, ma che stenta ancora a tradursi concretamente nella prassi pastorale delle nostre Chiese” (prefazione, lettera e).
“È opportuno che sotto la guida del pastore si promuova in ciascuna diocesi una pastorale catecumenale ricca di fermenti e di iniziative [...]. Occorre muovere con decisione e con coraggio i primi necessari passi per il suo avvio [...] La scelta del catecumenato costituisce una singolare opportunità per il rinnovamento delle comunità cristiane [...] L’importanza della scelta catecumenale, prima ancora che per il numero degli adulti che raggiunge, ha valore per la sua funzione significativa nella pastorale e per il futuro della Chiesa. Il catecumenato è una funzione essenziale della Chiesa. Il suo ripristino costituisce oggi un criterio di validità e un’occasione provvidenziale di rinnovamento ecclesiale. In una pastorale di evangelizzazione la scelta catecumenale deve passare da esperienza marginale o eccezionale a prassi ordinaria. Il catecumenato non è qualcosa di aggiuntivo, ma momento fondamentale dell’attività delle nostre comunità ecclesiali [...] Inoltre il catecumenato degli adulti costituisce il modello di ogni processo di iniziazione cristiana” (nn. 40-41). In questo documento si afferma inoltre: “La responsabilità primaria e diretta del vescovo per l’iniziazione cristiana della propria Chiesa può trovare efficace attuazione attraverso il Servizio diocesano al catecumenato [...] Affinché possa sorgere una seria proposta catecumenale, fedele al RICA [Rito dell’iniziazione cristiana degli adulti] e rispettosa della realtà locale, si auspica e si propone che in ogni diocesi si costituisca il Servizio diocesano al catecumenato, con alcuni compiti specifici”, fra i quali quello di “elaborare proposte operative di itinerari di iniziazione cristiana [...] e operare affinché la scelta del catecumenato trovi concreta attuazione nelle parrocchie” (n. 53s).


2001: Comunicare il Vangelo in un mondo che cambia
L’area umana dei cosiddetti non praticanti “chiede un rinnovamento pastorale: un’attenzione ai battezzati che vivono un fragile rapporto con la Chiesa e un impegno di primo annuncio, su cui innestare un vero e proprio itinerario di iniziazione o di ripresa della loro vita cristiana”. Occorrono “momenti di ascolto e di accoglienza, [...] vera e propria occasione di prima evangelizzazione [...]. Vitale è la qualità kerygmatica e mistagogica degli incontri” (n. 57).
“La comunità cristiana deve essere sempre pronta a offrire itinerari di iniziazione e di catecumenato vero e proprio [...] La nostra conversione pastorale è, in qualche misura, già in atto ed è sollecitata dai cambiamenti nella società e di fronte alla fede. Ci è richiesta intelligenza, creatività, coraggio. Occorrerà impegnare le nostre migliori energie in questo campo, mediante una riflessione teologico-pastorale e attraverso l’individuazione di concrete e significative proposte nelle nostre comunità [...] Al centro di tale rinnovamento va collocata la scelta di configurare la pastorale secondo il modello dell’iniziazione cristiana, che – intessendo tra loro testimonianza e annuncio, itinerario catecumenale, sostegno permanente della fede mediante la catechesi, vita sacramentale, mistagogia e testimonianza della carità – permette di dare unità alla vita della comunità e di aprirsi alle diverse situazioni spirituali” (n. 59) 

2003: L’iniziazione cristiana. Orientamenti per il risveglio della fede e il completamento dell’iniziazione cristiana in età adulta
“La consapevolezza del primato dell’evangelizzazione si è fatta negli ultimi decenni sempre più chiara [...] Concretamente questa conversione della pastorale non può limitarsi a coloro che non hanno ancora ricevuto l’annuncio del Vangelo”. Ispirandosi al modello catecumenale, come paradigma dell’azione pastorale, si sollecita la parrocchia a prendere coscienza di essere il “luogo ordinario e privilegiato di evangelizzazione della comunità cristiana” (prefazione).

2004: Il volto missionario delle parrocchie in un mondo che cambia
“I consueti percorsi di trasmissione della fede risultano in non pochi casi impraticabili. Non si può dare per scontato che si sappia chi è Gesù Cristo. C’è bisogno di un rinnovato primo annuncio della fede. È compito della Chiesa in quanto tale, e ricade su ogni cristiano, discepolo e quindi testimone di Cristo: tocca in modo particolare le parrocchie. Di primo annuncio vanno innervate tutte le azioni pastorali” (n. 6). 

2005: Questa è la nostra fede!
In questo documento, si descrive “l’importanza, il contenuto, i linguaggi, le finalità del primo annuncio del Vangelo, inquadrandolo nel vasto contesto della evangelizzazione”; si “offre una possibile esemplificazione concreta del primo annuncio della fede, ripercorrendone la struttura portante, così come avviene in modo paradigmatico nella liturgia della veglia pasquale”; si propongono, infine, “essenziali indicazioni operative per attuare una pastorale di primo annuncio”, che “riguardano i soggetti, la pedagogia, i destinatari, le forme occasionali e quelle organiche” (presentazione).


Queste citazioni sono tratte dall’articolo di p. Virginio Spicacci S.J., Verso il Convegno ecclesiale: Verona, 16-20 ottobre 2006, in “La Civiltà Cattolica”, 16 settembre 2006, pp. 471-476, che conclude: “Le indicazioni così concrete dei vescovi suscitano pressanti interrogativi sui risultati della riscoperta nelle diocesi italiane dell’iniziazione cristiana e, di conseguenza, sulla restaurazione del catecumenato, sulla realizzazione di una pastorale catecumenale e sull’elaborazione di itinerari formativi catecumenali. Su questi punti sembra opportuno procedere a un’attenta verifica”.

 

Qual è stata e qual è la risposta concreta delle parrocchie della nostra diocesi a questi reiterati appelli dei vescovi d’Italia, fatti propri anche dal nostro arcivescovo?

Quali iniziative di nuova evangelizzazione sono state prese? Cosa si propone a questo riguardo?

Si noti: qualcuno dirà che sono bei progetti, ma che i vescovi non indicano né metodi né linguaggi concreti. Tutto perciò s’è ridotto a migliorare un po’ la pastorale ordinaria... Adesso, allora, cosa intendiamo fare concretamente, per non continuare ad eludere il problema? Anche perché, come dicono i vescovi, i metodi e i linguaggi dobbiamo inventarli noi, magari guardando quello che fanno gli altri.