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Mons. Francesco Ravinale
Vescovo di Asti

 

Assemblea diocesana di riflessione sulla condizione giovanile

Asti, 22-24 settembre ’11

Benvenuti a questo incontro che tutti riteniamo importante:

·       necessario incontro e dialogo,

·       ci sta a cuore il bene dei nostri giovani: figli, amici, alunni, parrocchiani ….

·       consapevoli della delicatezza di questo momento particolare della storia, in cui non è più garantito che la generazione successiva viva situazioni migliori di quella precedente.

Per la Chiesa Diocesana si tratta di un atto dovuto:

·       sempre la Chiesa ha dimostrato di avere a cuore il mondo giovanile.

·       Ora stimolati in modo particolare dagli orientamenti per la Chiesa Italiana in questo decennio: Educare alla vita buona del Vangelo;

·       incoraggiati dalla recente GMG, con lo spettacolo entusiasmante di un popolo giovanile

o      numeroso,

o      entusiasta,

o      disponibile ed esemplare.

Certamente consapevoli che la popolazione giovanile non coincide con i giovani partecipanti a questo grandioso avvenimento, ci chiediamo: Sono qui tutti i giovani? Domanda

·       del profeta Samuele quando cerca un nuovo re per il popolo ebraico, consapevole che forse le forze migliori non sono né presenti né conosciute;

·       doverosa anche per noi, che non ci possiamo illudere di avere avviato un’azione educativa nei confronti dei giovani, soltanto rivolgendoci a quanti accettano di frequentare gli ambienti ecclesiali.

·       Consapevolezza che

o      non a tutti i giovani sappiamo  Comunicare il Vangelo in un mondo che cambia;

o      anche fuori dei nostri ambienti ci sono forze meravigliose.

o      In ogni caso una Chiesa Madre deve preoccuparsi di tutti i suoi figli e in tutti gli aspetti della loro vita, compresa la prospettiva del lavoro e della possibilità di formarsi una famiglia.

I giovani non sono tutti qui. E si trovano a dover affrontare la vita appesantiti da una serie di difficoltà che questa assemblea trova simboleggiate nell’immagine biblica dello storpio che, alla porta del tempio, chiede di essere aiutato da quanti entrano per pregare e vivere il loro rapporto con Dio.

Le relazioni che ascolteremo nella seconda serata di questa assemblea ci metteranno di fronte a due particolari situazioni che rendono problematica una proposta di vita cristiana ai giovani di oggi:

1.     Innanzi tutto dobbiamo ammettere che ci troviamo di fronte alla prima generazione incredula e non certamente per colpa di questa generazione, ma piuttosto perché le generazioni precedenti non hanno voluto o saputo trasmettere i valori delle proprie radici cristiane. Senza voler generalizzare

·       le nostre generazioni hanno accettato una rottura con il passato e con la tradizione;

·       abbiamo accettato che il fatto religioso si riducesse ad una dimensione facoltativa della vita, magari anche legittima, ma a condizione di viverla nel privato;

·       lo stile di vita comune ha sempre più prestato attenzione ad aspetti materiali e sempre meno a preoccupazioni morali;

·       anche la Chiesa ha spesso giustificato il disimpegno verso il mondo giovanile, pensandolo come un’incombenza da affidare a preti giovani, che progressivamente sono venuti a mancare.

·       Per esprimerci con un’immagine semplice, su cui mi piacerebbe essere smentito:

o      una volta si imparava a pregare grazie alla famiglia riunita;

o      poi era la mamma o il papà che insegnavano le preghiere.

o      Successivamente ci pensava la nonna.

o      Ora, che anche le nonne appartengono a generazioni che hanno rotto con il passato, chi insegna a pregare ai bambini?

2.     In secondo luogo dobbiamo tenere conto di un radicale rivolgimento culturale, dovuto alla complessità della situazione sociale e pure ai nuovi strumenti di comunicazione e di apprendimento di cui i giovani dispongono e che usano con estrema facilità e naturalezza. Non si tratta certamente di un fenomeno in se stesso negativo, ma dobbiamo tenere conto che le nuove tecnologie comportano tutto un nuovo modo di apprendere e di pensare. Di questa svolta culturale non possiamo dimenticarci, perché

·       i metodi di apprendimento scolastico in breve saranno del tutto rivoluzionati e condizionati da strumenti nuovi;

·       le nuove tecnologie non solo sono occasione di nuove difficoltà educative, ma pure contengono nuove opportunità.

·       In ogni caso come Chiesa siamo impegnati a renderci conto che la cultura viene esposta a radicali rivolgimenti, di cui non ci possiamo disinteressare.

 

3.     Di queste due problematiche si parlerà esplicitamente in questa assemblea. Ma i problemi a cui vanno incontro i giovani sono ben più numerosi e non possono essere esplicitamente affrontati, sia pure in una tre giorni assembleare. Per questo vi sarà spazio per gruppi di studio, nei quali ciascuno di noi avrà la possibilità di

·       esprimere le proprie intuizioni,

·       allargare la cerchia delle problematiche,

·       suggerire riflessioni e proposte operative.

In particolare io penso a due difficoltà con cui le nuove generazioni si dovranno confrontare:

·       il posto di lavoro, sempre meno offerto dall’organizzazione sociale e sempre più affidato all’intraprendenza di ciascuno,

·       l’impostazione di legami familiari,

o      scoraggiati dalla sempre minore sicurezza sociale,

o      indeboliti da un’idea di legame sempre più provvisorio e privo di chiarezza.

Forse non è più sufficiente un’azione pastorale

·       indirizzata a chi frequenta i nostri ambienti,

·       limitata a proporre esperienze di gruppo preoccupate di offrire

o       divertimento sano e corretto,

o      momenti di preghiera e riflessione.

Sempre più sarà necessario aiutare i giovani a camminare nella vita, con il coraggio di affrontare le difficoltà e di aprirsi  strade nuove.

Per questo la nostra Chiesa è chiamata a ripetere con San Pietro: Non ho né oro né argento, ma quello che ho te lo do. nel nome di Gesù Cristo alzati e cammina.

·       Noi non abbiamo né oro, né argento. Non disponiamo di strutture né di potenza economica. Non siamo in grado di offrire assistenza materiale.

·       Ma viviamo la presenza del Signore Risorto e lo vogliamo proporre come la ricchezza più sicura.

Ai giovani, con tutte le loro difficoltà, ci sentiamo di dire: Nel nome di Gesù Cristo, alzati e cammina.

·       Senti la ricchezza che ti può dare la vicinanza del Signore

·       senti la forza che ti può comunicare la vicinanza del Signore.

 

o      scopri il tuo essere unico e speciale,

o      conosci il disegno che è stato formulato su di te,

 

·       Una vicinanza che acquista concretezza nella vita della Chiesa che

o      si occupa con entusiasmo di te e del mondo giovanile,

o      vive una sensibilità sociale e si occupa di favorire il tuo inserimento lavorativo, aiutandoti a credere in te stesso,

o      all’occorrenza ti sostiene con qualche forma di micro credito d’impresa.

Non voglio lasciarmi prendere dai sogni. Ma dico con certezza che quanto ora ci appare come illusione velleitaria potrebbe rivelarsi possibilità concreta, se una Chiesa attenta al mondo giovanile è capace di  aprirsi con coraggio a riflessioni consapevoli e scelte coraggiose.

Ora ci affidiamo nella preghiera a quel Gesù che sempre si è dimostrato capace di far camminare gli storpi. E nella preghiera chiediamo di incarnare quella comunità cristiana di cui parlano gli orientamenti pastorali di questo decennio e che si rivolge ai giovani con speranza: li cerca, li conosce e li stima; propone loro un cammino di crescita significativo. I loro educatori devono essere ricchi di umanità, maestri, testimoni e compagni di strada, disposti a incontrarli là dove sono, ad ascoltarli, a ridestare le domande sul senso della vita e sul loro futuro, a sfidarli nel prendere sul serio la vita cristiana, facendone esperienza nella comunità. I giovani sono una risorsa preziosa per il rinnovamento della Chiesa e della società. Resi protagonisti del loro cammino, orientati e guidati a un esercizio responsabile della libertà, possono davvero sospingere la storia verso un futuro di speranza.

 

Vescovo

X Francesco Ravinale