UFFICIO CATECHISTICO DIOCESANO

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L'Ufficio Catechistico Diocesano si occupa di sovrintendere alla cura della catechesi nell'ambito territoriale diocesano, sostenendone lo sviluppo in attuazione degli orientamenti e delle linee pastorali del Vescovo e in stretto rapporto con le concrete esegenze del popolo di Dio.
Direttore UCD: don Roberto Vecchi - Segretario UCD: Simone Ghelfi
Tel. 059 686048 Fax 059 6326530
Orari: tutti i giorni previo accordo telefonico
 

L'esperienza della Comunità di Sant'Egidio
Un incontro promosso dall'Ufficio catechistico diocesano
Lunedì 7 maggio alle ore 21

presso la chiesa di Sant'Ignazio a Carpi

si tiene un incontro formativo rivolto a tutti i catechisti ed educatori.

'L'iniziazione cristiana dei disabili: l'esperienza della Comunità di Sant'Egidio'

è il titolo della serata, promossa dall'Ufficio catechistico diocesano.

Relatore Vittorio Scelzo, coordinatore settore disabili dell'Ufficio Catechistico Nazionale.

 

Rinviato a causa della neve nel febbraio scorso viene riproposto il 7 maggio prossimo l'incontro di formazione per i catechisti della diocesi dedicato alla catechesi dei disabili con l'intervento di Vittorio Scelzo, responsabile di questo ambito per la Comunità di Sant'Egidio e autore di diverse pubblicazioni sul tema. A partire dagli anni '80 si è sviluppato nella Chiesa un ampio dibattito sull'accoglienza dei disabili nella comunità ecclesiale e sulla loro partecipazione ai Sacramenti.
Al di là di alcuni casi di cronaca rivelatisi poi falsi e volutamente gonfiati, è pur vero che se si è d'accordo sull'accogliere i disabili e renderli partecipi della liturgia e della vita parrocchiale, i pareri divergono sull'amministrazione dei Sacramenti nella misura in cui si pone l'accento sulla verifica della comprensione intellettuale e della volontà del soggetto che riceve il Sacramento. Si pensa che la fede per essere matura debba trovare parole o categorie razionali per manifestarsi. Se questa manifestazione non c'è, come alcuni sostengono, e questo può riguardare chi è handicappato mentale, non si può parlare di fede piena e matura. Più la disabilità è grave, inoltre, e più si ritiene difficile che la fede si esprima, possa essere educata e crescere. Ciò potrebbe giustificare in alcuni casi il rifiuto di Sacramenti quali la cresima e l'eucaristia? Se scorriamo le pagine dei Vangeli ci accorgiamo che la fede è anche qualcos'altro. E' anzitutto un dono, è una fiducia molto concreta nella potenza di Gesù che guarisce e salva, come testimoniano tutti i racconti evangelici di guarigione dei malati. Essa si esprime in modi molto vari, in un gesto che avvicina a Gesù, nella semplice richiesta d'aiuto o nel grido di pietà. La comprensione del messaggio evangelico, infatti, non riguarda solo le facoltà razionali, ma si estende alla vita, al cuore, all'affettività.
La Comunità di Sant'Egidio è impegnata da molti anni nella catechesi e nella preparazione ai Sacramenti, in particolare dei disabili adulti. A partire dalle difficoltà dell'handicap, sono state elaborate specifiche catechesi che presentano modalità di comunicazione innovative, utilizzando anche sussidi iconografici. La malattia, l'handicap non sono più un ostacolo se si trovano modi e proposte praticabili perché possa avvenire una comunicazione compresa e vissuta del messaggio evangelico.
'L'iniziazione cristiana alle persone disabili - Orientamenti e Proposte' (2004) è il documento più recente elaborato dall'Ufficio Catechistico Nazionale e contiene le indicazioni pastorali più idonee a promuovere una maggiore sensibilità da parte della comunità ecclesiale verso la crescita nella fede delle persone disabili. E' continuo poi l'aggiornamento attraverso convegni e giornate di studio rispetto alle esperienze in atto nelle varie diocesi italiane.


Chi ci farà rotolare via la pietra dall’ingresso del sepolcro?Mc. 16,3
L’annuncio del Risorto nel racconto secondo Marco
di padre Franco De Carlo Carmelitano, docente alla Pontificia Facoltà Teologica Teresianum di Roma
Incontro di Giovedì 19 aprile 2012 in Sant'Ignazio a Carpi.

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Ascolta la relazione di Don Valentino Bulgarelli
Ascolta la relazione di Don Luca Baraldi del 20 settembre 2010
Come annunciare ai bambini e ai genitori il sacramento della riconciliazione
 
Ascolta la relazione di Don Massimo del 22 Settembre 2010
Come annunciare ai ragazzi e ai genitori il sacramento della Cresima
"Il cammino vocazionale nei Catechismi dei Giovani"
(don Giorgio Bezze, direttore U.C. Padova)
 

CONVEGNO DIOCESANO CATECHISTI

ALCUNE LINEE E PROPOSTE PER LA CATECHESI

Chiesa di S. Ignazio - Domenica 15 novembre 2009

 

1.      'Cristiani non si nasce, si diventa', ha scritto Tertulliano. E' una affermazione particolarmente attuale, perché oggi siamo in mezzo a pervasivi processi di scristianizzazione, che generano indifferenza e agnosticismo.

-          Non si può più dare per scontato che si sappia chi è Gesù Cristo, che si conosca il Vangelo, che si abbia una qualche esperienza di Chiesa. Vale per i fanciulli, ragazzi, giovani e adulti; vale per la nostra gente e, ovviamente, per tanti immigrati, provenienti da altre culture e religioni. C'è bisogno di un rinnovato primo annuncio della fede. Occorre ripartire dal primo annuncio del Vangelo di Gesù, ed è compito di ogni cristiano! E' compito della Chiesa in quanto tale, e ricade su ogni cristiano, discepolo e quindi testimone di Cristo, tocca in modo particolare le parrocchie. Di primo annuncio vanno innervate tutte le azioni pastorali.

 

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