Monumento al vescovo Piasentini

Di Giorgio Aldrighetti

Venerdì 6 gennaio, nel giorno in cui la Chiesa cattolica solennizza l’Epifania, la prima manifestazione dell’umanità e divinità di Gesù Cristo ai Magi, nell’ottavo anniversario dell’ingresso in diocesi del vescovo Angelo, alle ore 17 nella cattedrale di santa Maria Assunta - nel corso della solenne Liturgia Eucaristica - è stato inaugurato il monumento dedicato a mons. Giovanni Battista Piasentini, vescovo della città e diocesi di Chioggia dal 1952 al 1976, opera dello scultore cavarzerano Giorgio Longhin. Con numerosi fedeli della comunità della cattedrale, della città e della diocesi, assistevano al sacro rito il sindaco Fortunato Guarnieri con gli assessori Ravagnan e Malusa, il cav. gr. mag. Paolo Naccari, vice presidente della Fondazione della Comunità Clodiense, alcuni decorati pontifici e dell’Ordine di Malta, i parenti del vescovo Piasentini giunti da Venezia, il presidente degli ex allievi Cavanis e l’intero consiglio di presidenza degli ex allievi don Bosco. Singolare la presenza del sig. Giancarlo Bullo, allievo del primo corso per calzolai all’apertura dell’Istituto professionale Cavanis di Chioggia nel 1954, che - da una vita - anima con la sua possente voce i canti nel corso della santa Messa domenicale presso i Padri Cavanis di Chioggia, mentre in tutti i giorni feriali recita il santo Rosario, prima della santa Messa vespertina, nella sua parrocchia dedicata all’Ausiliatrice. All’inizio della solenne celebrazione Eucaristica, presieduta dal vescovo Angelo e concelebrata da diversi sacerdoti, tra i quali ricordiamo mons. Antonio Zennaro, già vicario generale, e don Luigi dalle Nogare, già segretario particolare del vescovo Piasentini, il vicario generale mons. Alfredo Mozzato ha avuto parole gratulatorie per il vescovo Angelo, nell’ottavo anniversario della presa di possesso della cattedra, e per il grande presule clodiense mons. Piasentini, nel 60° di ordinazione episcopale.

I canti liturgici sono stati sostenuti dalla bella Corale di Sambruson (Venezia) diretta dal m.o Semenzato, con all’organo il m.o Causin. Il monumento, posto nel presbiterio, è stato realizzato grazie al generoso contributo economico di sacerdoti, fedeli, alcuni comuni del territorio, della stessa diocesi e di una significativa elargizione della Fondazione della Comunità Clodiense, proprio per ricordare in forma tangibile questo grande presule che resse la nostra diocesi dal 1952 al 1976, guidandola con fermezza di governo, chiarezza di dottrina e con totale dedizione pastorale. Durante il suo episcopato diede avvio alla costruzione di numerosi edifici religiosi, sociali e ricreativi, tra cui l'Istituto professionale Cavanis di Chioggia e quello di Donada, la colonia pedemontana “Clodiensis Stella Maris” di Feltre per i bambini bisognosi, la casa per gli esercizi spirituali “Madonna del Divino Amore” di S. Anna di Chioggia, il monastero delle Clarisse di Contarina; inoltre provvide, con singolare zelo pastorale, alle molteplici necessità morali e materiali delle popolazioni, in particolare durante le varie alluvioni del territorio polesano. Ricordiamo, con l’occasione, che nella parete sinistra del presbiterio figurano i monumenti a Francesco Grassi, vescovo di Nona dal 1667 al 1677, Francesco Grassi, vescovo di Chioggia dal 1639 al 1669 e Antonio Grassi, vescovo di Chioggia dal 1696 al 1715, mentre nella parete di destra, oltre al monumento al vescovo Piasentini - ora inaugurato - figurano i monumenti a Stefano Rosada, vescovo di Chioggia dal 1684 al 1696 e a Giannantonio Baldi, vescovo di Chioggia dal 1674 al 1679. Per la fausta circostanza le edizioni Nuova Scintilla hanno dato alle stampe un pregevole volumetto che illustra il significato del monumento al vescovo Piasentini - a cura del nostro direttore Vincenzo Tosello - contenente, oltre al saluto del nostro vescovo, pregevoli testi di mons. Pietro Alfredo Mozzato e di mons. Giuliano Marangon e la biografia del grande vescovo clodiense. Con l’occasione, nella cappella dei santi Patroni, sino al 22 gennaio, si potranno ammirare i bozzetti originali del monumento che reca il busto del vescovo sormontato da tre angeli con i simboli delle tre virtù teologali, oltre a numerosi altri calchi e foto di opere d’arte realizzate in varie parti d’Italia dallo scultore Longhin.

Mons. Giovanni Battista Piasentini morì nell'agosto 1987 presso l'Istituto PP. Cavanis di Possagno, in cui si era trasferito nel 1976 dopo le sue dimissioni per raggiunti limiti d'età; fu sepolto come suo desiderio, nella cattedrale di Chioggia.

Giorgio Aldrighetti