Martedì 21 Maggio - Santi Cristoforo Magallanes Jara, sacerdote
e Compagni, martiri
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Sabato 18 maggio 2013
prima sessione di lavoro
della commissione
sui Riti della Settimana Santa
Come da programma, si è svolta questa mattina 18 maggio, nella curia di Taranto la prima sessione di lavoro  della commissione istituita da monsignor Santoro per la riflessione sui riti della Settimana Santa e la prassi dell’aggiudicazione dei simboli.
Presenti, oltre ai componenti già nominati, quelli cooptati  a discrezione dalle confraternite ovvero i signori Giuseppina Albano e Raffaele Vecchi per la confraternita dell’Addolorata, Concetta Lucarella e Giovanni Schinaia per la confratenita del Carmine, Cosimo Annese e Gilda Ancora per la confraternita del Carmine di Pulsano.
L’Arcivescovo ha voluto espressamente che alla riunione partecipassero Antonello Stenta e Giuseppe Musciacchio che in questi mesi si sono fatti portavoce di altri confratelli che non hanno manifestato piena adesione alle intenzioni di monsignor Santoro. I suddetti confratelli in questa sede hanno potuto liberamente manifestare i loro desideri e cioè che le gare vengano riportate al giorno delle Palme, che non si cambi il sistema in sé ma che, così come auspicato dall’arcivescovo,  si indichino degli obiettivi di carità di anno in anno.
Nel discorso di apertura del presule ci sono le linee guida del tavolo di lavoro. 
L’incontro ha registrato interventi interessanti e indubbiamente protesi al bene della chiesa e delle confraternite.
E. Ferro
  
l'intervento di Mons. Arcivescovo
 
Mentre siamo riuniti per dare inizio a questo corso di riflessione, il mio pensiero rimane fisso alla nostra città che in questi giorni ancora una volta sta patendo lo smarrimento ed assiste ad una evidente fragilità del fronte istituzionale. Mi ha molto confortato l’ incoraggiamento di Papa Francesco che ho incontrato giovedì scorso nella Visita ad Limina e che ha mostrato grande sensibilità e attenzione per la situazione di Taranto. In questi giorni prego per quanti sono coinvolti nelle vicende giudiziarie e per le loro famiglie.
Auspico che la Chiesa, punto di riferimento e foriera di speranza, possa continuare  la sua missione  di incarnazione dell’annuncio della speranza cristiana anche attraverso le tradizioni della pietà popolare.
Personalmente ho avuto modo di manifestare il mio apprezzamento per i riti della Settimana Santa riconoscendone un’innegabile valenza per il patrimonio di fede della nostra città. Questo vorrei rimanesse un punto indiscusso e fermo a fronte di tante sommarie interpretazioni, che pur ho cercato di ascoltare e di accogliere.
Nell’incontro con le Confraternite in occasione dell’Anno della Fede, il 5 maggio, Papa Francesco ha detto: “La pietà popolare è una strada che porta all’essenziale se è vissuta nella Chiesa in profonda comunione con i vostri Pastori. Cari fratelli e sorelle, la Chiesa vi vuole bene! Siate una presenza attiva nella comunità come cellule vive, pietre viventi. I Vescovi latinomericani hanno scritto che la pietà popolare di cui siete espressione è «una modalità legittima di vivere la fede, un modo di sentirsi parte della Chiesa» (Documento di Aparecida, 264). E’ bello questo! Una modalità legittima di vivere la fede, un modo di sentirsi parte della Chiesa. Amate la Chiesa! Lasciatevi guidare da essa! Nelle parrocchie, nelle diocesi, siate un vero polmone di fede e di vita cristiana, un'aria fresca!”.
Guardo anch’io alle confraternite come ad un polmone della città dove la devozione potrebbe essere maggiore propulsore di amore e di appartenenza per Taranto.
Torno a ribadire: la chiesa non è questa attività o quell’iniziativa, la chiesa è segno in mezzo agli uomini. Anche di contraddizione come lo è stato Gesù. Per questo fin quando si discute si affrontano i problemi e si attua la correzione fraterna la Chiesa è viva, la chiesa cresce.
Se c’è una realtà che mi sta a cuore particolarmente è la presenza dei giovani nelle nostre congreghe cittadine. E sarebbe bello che tanti altri ne facessero parte.
Voglio che questo sia lo stile: l’ascolto di tutti gli uomini e donne di buona volontà e cercare di allontanare dalla confraternite qualunque sospetto di venalità e affermare anche nell’aggiudicazione dei simboli uno stile più evangelico. La questione è aperta e deve essere analizzata con attenzione.
A tal proposito, di mia volontà a questo primo incontro ho invitato alcuni confratelli che si erano fatti portavoce di altri confratelli dubbiosi sui miei pronunciamenti per poterli ascoltare.
La commissione è formata da almeno tre  gruppi:
1) gruppo dei sacerdoti: Monsignor Alessandro Greco, vicario generale; monsignor Paolo Oliva vicario episcopale per il laicato e don Emanuele Ferro, portavoce di questa curia metropolitana: Fra di essi vi sono i due padri spirituali delle congreghe Monsignor Cosimo Quaranta e Monsignor Marco Gerardo che ovviamente lavoreranno a stretto contatto con i priori e i confratelli.
2) gruppo dei Priori e dei confratelli cooptati
3) gruppo di esperti e di storici dei riti della Settimana Santa
Desidero che fino al prossimo aggiornamento si avvii un lavoro di ascolto all’interno delle confraternite. Mediante una griglia guida di domande e di spunti alla quale da oggi metteremo mano.
Oltre alle assemblee trovo opportuno che anche in maniera singola, personale le amministrazioni ascoltino la cosiddetta “base”.
Sono fortemente persuaso della bontà di un lavoro di dialogo e di reciproco ascolto.
È il momento di ascoltare, prima che le lamentele, le possibili proposte, le storie di fede e le testimonianze dei confratelli e delle consorelle.
Il lavoro degli esperti è un lavoro di condivisione e di ricerca, a ritroso, di come si è arrivati ad oggi a vivere le gare in questa modalità. Ogni evoluzione, riforma, cambio di terminologia è importante per una maggiore comprensione della situazione attuale. È interessante nel corso dell’anno della fede analizzare anche i mutamenti delle nostre tradizioni e i riadattamenti delle medesime alla luce del Concilio Vaticano II.  Vogliamo conservare la fede e la bellezza evangelica delle tradizioni religiose del nostro popolo per essere portatori di speranza alla nostra Città.
 
Giovedì 16 maggio 2013
Incontro dei Vescovi pugliesi
con Papa Francesco
Di ritorno dalla visita dei vescovi pugliesi presso il Santo Padre, S.E. Mons. Filippo Santoro ha voluto condividere questa sua testimonianza con la comunità diocesana.
 
L'incontro con Sua Santità Papa Francesco del secondo gruppo di vescovi della Puglia è stato di una semplicità, di una cordialità e di una bellezza straordinarie. Abbiamo presentato al Santo Padre l’ esperienza cristiana dei fedeli della nostra regione. Ha voluto ascoltarci tutti con grande attenzione, come un padre interessato ai suoi figli, come un nostro fratello.
La Puglia è una delle regioni, in Italia e in Europa, in cui la fede continua ad essere “un fatto di popolo”. Ciò è dovuto, tra altri, al fatto che la stessa abbia una grande ricchezza di Santi e all'azione, saggia e intelligente, dei pastori che si sono succeduti alla guida delle varie diocesi. Un altro elemento è dato dalla formazione dei sacerdoti avvenuta in maniera unitaria e seria prevalentemente nel seminario regionale di Molfetta. C'è, nella nostra penisola, una ricchezza di arte, di tradizioni popolari, ed una vivacità della esperienza di fede che si sta sviluppando in una crescente attenzione ai problemi della missione e della società, concretizzandosi in una intensa attività a sostegno delle persone più provate dalla crisi.
Sono state presentate a papa Francesco le emergenze di fronte alle quali ci troviamo, quali quella educativa e quella del lavoro, in questo tempo di crisi economica morale e culturale.
Così come abbiamo presentato anche l'emergenza legata alla contaminazione dell'ambiente e alla difesa della salute e della vita. Il vescovo di Ugento – Santa Maria di Leuca ha dedicato un riferimento al ministero apostolico e sociale di Don Tonino Bello che ha trovato il Santo Padre vivamente interessato.
Nel mio intervento ho esordito ringraziandolo per quanto ci ha detto domenica scorsa durante la canonizzazione dei Martiri d'Otranto: "Lo que tememos de mas valioso és Cristo y su evangelio". Ciò che abbiamo di più caro è Cristo e il suo vangelo. Poi ho aggiunto: "Santità la ringraziamo per indicarci l'elemento essenziale del cristianesimo con semplicità immediata, con il cuore, mostrandosi vicino a tutti come padre buono".
Seppur brevemente, a causa dei tempi del cerimoniale, ho parlato al Papa del dramma vissuto da Taranto negli ultimi tempi, dell'ingiusto conflitto tra salute e lavoro, ed ho citato l'intervento di Papa Benedetto a favore della nostra gente nell'angelus del 29 luglio del 2012. Ho anche parlato della fede e della religiosità popolare della nostra gente, delle vocazioni sacerdotali e del bel lavoro fatto dai nostri sacerdoti. Poi a fine incontro l'ho invitato nella nostra città: "Santità, a nome di tutti i tarantini, dal più piccolo al più grande, gente ricca di fede e di buona volontà, le chiedo di venire a Taranto per per infondere speranza nuova a tutti noi". Il Papa mi ha subito risposto: "Sono qui da due mesi; vedrò com'è la situazione e, intanto, vi porto tutti nel cuore". C'è quindi una porta aperta che fa ben sperare e c’è una intensa vicinanza alla difficile situazione che stiamo vivendo.
Durante "Visita al limina" oltre al Santo Padre si incontrano anche i dicasteri della curia romana con i rispettivi cardinali presidenti. Sono stati tutti incontri molto cordiali in cui i vescovi pugliesi hanno presentato la situazione della nostra regione dal punto di vista dell’esperienza della fede e della azione pastorale.
Il Santo padre ha accolto anche questo secondo gruppo di vescovi della Puglia con grande cordialità e ci ha incoraggiati in un clima di vera paternità e fraternità.
Venerdì 10 maggio 2013
chiederò a papa francesco
di venire a taranto
A conclusione del discorso, dal balcone della Chiesa del Carmine, in piazza della Vittoria, le parole di S.E. Mons. Arcivescovo seguite da un fragoroso applauso dei fedeli
 
Cari amici, la settimana prossima i vescovi pugliesi saranno ricevuti dal santo Padre, l’amato papa Francesco, per la visita ad Limina.
Ho già avuto modo di incontrarlo e di salutarlo chiedendogli di pregare per tutti noi. So già che avete una richiesta da suggerirmi. State tranquilli gliela porgerò.
Sperando che i suoi impegni lo permettano, lo inviterò così: Santità, a nome di tutti i Tarantini, dal più piccolo al più grande, gente ricca di fede e di buona volontà, le chiedo di venire a Taranto per infondere speranza nuova a tutti noi.

Preghiamo Maria, Madonna della Salute e il nostro Patrono San Cataldo perché il papa possa dirci di sì.
 
Venerdì 10 maggio 2013 - Balcone della Chiesa del Carmine
Discorso dell’Arcivescovo nella Festa Patronale di San Cataldo
«Ogni credente sia riconoscibile dalle sue azioni, dal suo modo di vivere in questa città»
 
Fratelli e sorelle,
siamo di nuovo intorno al testimone, al vescovo San Cataldo per rinvigorire la nostra appartenenza a Cristo e alla Chiesa e per testimoniare il Signore risorto, la fede viva che per le strade della nostra città vuole essere concreta, tangibile; storia di uomini e donne che costruiscono il Regno di Dio, segno di speranza e di vita nuova in tutti gli ambiti e in tutti i cuori.
Secondo una radicata tradizione San Cataldo giunse a Taranto alla fine del VII secolo e guidò la rinascita religiosa e civile della città. Secondo una pia leggenda popolare San Cataldo arrivando a Taranto gettò nel Mar Grande il suo anello episcopale come segno della sua volontà di unirsi indissolubilmente alla città che la Provvidenza gli aveva fatto incontrare. Carissimi fedeli e amici tutti oggi qui riuniti  vi è un legame profondo tra la fede della Città di Taranto ed il suo Santo Patrono, San Cataldo. Monaco missionario e pastore. La sua presenza ci conforta anche in questi tempi difficili. Ma quando San Cataldo è arrivato le cose non andavano meglio! In quei secoli la nostra regione e tutta l’ Italia meridionale era saccheggiata da continue scorrerie di Saraceni, Ungari e altri invasori che riducevano tutto a macerie e deserti spirituali. E lui ha ridato speranza a tutti ricostituendo la vita della città dal punto di vista religioso e sociale. Che mezzi aveva, quale strategia usava? Solo la vicinanza del Signore, il suo amore ed il suo abbraccio. (segue)
 
 
Giovedì 9 maggio 2013
conferimento dei ministeri laicali
 
Questa sera, vigilia della Solennità di San Cataldo, nel corso della celebrazione eucaristica in cattedrale, alle ore 19, monsignor Santoro, conferirà i ministeri laicali.
Saranno quindi istituiti:
8 nuovi accoliti, il cui compito sarà quello di assistere i Sacerdoti nelle Celebrazioni liturgiche, soprattutto Eucaristiche, e contribuire alla vita liturgica della comunità;
12 nuovi Ministri della Consolazione: si tratta di uomini e donne, preparati dal punto di vista spirituale, pastorale e psicologico, che avranno il compito di assistere e accompagnare gli ammalati e le loro famiglie nel difficile cammino della malattia, alla quale sono legate esigenze pratiche ma anche esigenze umane di sostegno e di gestione della situazione interiore;
40 ministri straordinari della comunione: uomini e donne, opportunamente formati, che aiuteranno i sacerdoti nella distribuzione della Comunione sia durante le Celebrazioni sia nelle case degli ammalati, perché i fratelli infermi si sentano e siano realmente parte integrante della comunità.
Attraverso la diffusa ministerialità della Chiesa essa manifesta il proprio volto di Popolo di Dio in cui tutti – sacerdoti e laici – offrono il proprio contributo all’annuncio del Vangelo e alla testimonianza della carità. (segue)
 
E. Ferro
Festeggiamenti in onore del Santo Patrono
Discorso per la consegna della statua del Patrono alle autorità cittadine.
 
Eccoci ancora qui a compiere questo gesto di consegna della statua del patrono alla città. Questo atto della tradizione, con il suo valore giuridico/cordiale, rappresenta una stretta di mano fra me, che rappresento la Chiesa di Taranto e lei, che è qui a rappresentare il Sindaco della Città.
Il testo del Vangelo di Luca che abbiamo letto (Lc 24, 13-35) ci presenta  quello che è accaduto tra la risurrezione di Gesù e la sua Ascensione, che corrisponde esattamente a questo tempo che stiamo vivendo. Gesù incontra i discepoli di Emmaus, si fa loro compagno di cammino mentre sono tristi, li ascolta, li rimprovera per la loro durezza di cuore, spiega loro le scritture e fa ardere il loro cuore. (testo integrale)
 
 
Festeggiamenti in onore di
San Cataldo
Patrono della Città e dell'Arcidiocesi
Radio Puglia 101.7 seguirà in diretta radiofonica e contemporaneamente in streaming web gli eventi di mercoledì 8 e venerdì 10 maggio.

Mercoledì 8 maggio 2013
Basilica Cattedrale San Cataldo
Sante Messe: 9.30 - 11.30 - 17.30
ore 12.00: Supplica Madonna di Pompei
Ore 18,45: Il Capitolo Metropolitano consegna la Statua del Santo Patrono al Dott. Ippazio Stefano, Sindaco del Comune di Taranto, per i festeggiamenti.
 
Processione a mare
Processione della Statua del Santo Patrono attraverso: Largo Arcivescovado, Corso Vittorio Emanuele II, Porto Mercantile, Banchina Sant’Eligio. Imbarco sulla Nave “Cheradi” della Marina Militare (g.c.) per la processione a mare.
Sbarco alla Discesa Vasto, processione verso la Basilica Cattedrale, at tra verso Piazza Castello, Via Duomo, Cattedrale.
La Fanfara della M.M. effettuerà un servizio musicale in prossimità del Monumento al Marinaio, in attesa del passaggio della Statua del Santo Patrono.
dal Castello Aragonese, tradizionale S. E. Mons. Arcivescovo impartirà la Benedizione al mare,
 
Giovedì 9 maggio 2013
ore 18.30: Basilica Cattedrale San Cataldo Vespri solenni del Capitolo Metropolitano
ore 19.00: Concelebrazione presieduta da S.E. Mons. Filippo Santoro. Conferirà i Ministeri laicali.
 
SOLENNITA’ DI SAN CATALDO
venerdì 10 maggio 2013
Sante Messe: 7.30 - 8.30 - 9.30 - 11.00 - 12.00 - 17.00
ore 17.00: Basilica Cattedrale San Cataldo presieduta da S.E. Rev.ma Mons. Filippo Santoro, con la partecipazione del Capitolo Metropolitano e dei Parroci dell’Arcidiocesi
I Parroci, i Priori dell Confraternite ed i Responsabili Diocesani delle Associazioni laicali, dopo l'omelia saranno invitati a prestare obbedienza al successore di San Cataldo.
Ore 18.30: Processione della Statua del Santo: Largo Arcivescovado, Corso Vittorio Emanuele II, Piazza Castello, Via Margherita, Via Anfiteatro, Via Berardi, Piazza Maria Immacolata, Via d'Aquino.
Dal balcone della Chiesa del carmine S.E. Mons. Arcivescovo rivolgerà il saluto all Città ed all'Arcidiocesi ed impartirà la solenne benedizione.
Rientro: Via d'Aquino, Via Margherita, Vita Matteotti, Piazza Castello, Via Duomo, Basilica Cattedrale.

Le celebrazioni litugiche in Basilica saranno animate dal "Coro Centro Storico Basilica Cattedrale San Cataldo". Durante le processioni presteranno servizio i complessi musicali "Paisiello" e "Lemma".

 
 
 
 
 
 
 
Ufficio Diocesano Comunicazioni Sociali
 
 
Sabato 4 Maggio 2013 nell’Auditorium Giovanni Paolo II alle ore 19,30 il Dott. Lucio Brunelli, Vaticanista RAI, parlerà de “LA COMUNICAZIONE NELLA CHIESA NELL’ERA MEDIALE”, alla presenza dell’Arcivescovo Mons. Filippo Santoro e del Direttore dell’Ufficio Comunicazioni Sociali della Diocesi di Taranto Don Antonio Papagni.
Attraverso i tre stili comunicativi ed educativi degli ultimi tre Pontefici, il Dott. Brunelli  parlerà dei cambiamenti sostanziali della comunicazione ecclesiale e in special modo, papale, passata da fenomeno di nicchia a fenomeno di massa, grazie all’attenzione mediatica che negli ultimi trent’anni è cresciuta, fino ad essere ciò che vediamo oggi. Tre stili diversi quelli di Giovanni Paolo II, Benedetto XVI e il Santo Padre Francesco, che però coincidono nella ricchezza e nell’aderenza alla realtà.
Il Convegno è stato realizzato grazie alla preziosa collaborazione della Consulta Diocesana per le comunicazioni sociali, il Servizio informatico Diocesano e  Don Emanuele Ferro, Direttore del settimanale diocesano NUOVO DIALOGO.
La Partecipazione è libera e gratuita e l’inizio lavori è previsto per le 19,30.
 
Mercoledì 30 aprile 2013
I fedeli di Talsano da Papa Francesco
per il primo maggio
 
Saranno 400 i fedeli che, in otto pullman, muoveranno dal Santuario della Madonna di Fatima, guidati dalloro parroco, don Emanuele Ferro, per incontrare, il primo maggio, Papa Francesco a Roma.
Partiranno alle 22.30 di questa sera i talsanesi che inizieranno il mese di maggio, dedicato alla Madonna, ascoltando dal vivo il nuovo pontefice che menzionerà i pellegrinidel Santuario di Talsano durante l’udienza generale.
La giornata proseguirà con la Santa Messa che, alle 15.30, il cardinal Salvatore De Giorgi celebrerà dalla Cattedra della Basilica di San Pietro esclusivamente per i fedeli giunti daTaranto.
Grande l’attesa e l’emozione che regna trai 400 fedeli per una giornata che si prospetta densa di spiritualità e gioia.
Il santuario  diocesano, la cui comunità parrocchiale conta circa 15000 persone, è stato eretto alla fine degli anni Cinquanta. L'imponente costruzione, che allora sorgeva in agro di Talsano, ora è un polo centrale della borgata. Monsignor Motolese volle che questo luogo fosse legato in maniera particolare alla preghiera per il Papa, a partire dal 13 maggio 1982, nel primo anniversario dell'attentato a Giovanni Paolo II, che sopravvissuto ai colpi d'arma da fuoco in Piazza San Pietro, attribuì chiaramente l'evento miracoloso all'intercessione della Madonna di Fatima. Da allora, ogni anno,  un pellegrinaggio che parte da Contrada Spagnolo fa memoria di quel giorno pregando per il Pontefice.
Monsignor Benigno Luigi Papa, nel 2010  ha chiesto  alla Santa Sede e ha ottenuto,  vista la frequenza di pellegrini durante il mese di maggio, di poter lucrare durante tutto  il mese mariano di ogni anno, l'indulgenza plenaria.
Monsignor Filippo Santoro, che il 5 gennaio 2012 ha voluto consacrare il suo ministero alla Vergine Santa, ha onorato, più volte  l'immagine di Nostra Signora di Fatima, invocando la sua intercessione sulle famiglie dell'arcidiocesi e  affidando alla Made di Dio la sua missione apostolica.
E.Ferro
Giovedì 5 gennaio 2012
Rendere possibile l’incontro con Gesù, condurre le persone a scoprire il Suo volto e a seguirLo, amandoLo come il valore supremo della vita.
 
 
 
Vangelo del Giorno
Gv 9,30-37

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