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CHERASCO

Nell’anno 2009 si celebrerà la 44a festa settenaria dell’incoronazione della Madonna del Rosario Regina di Cherasco.
Nel 1668 il P. Gian Domenico Massa da Lucca convinse i Cheraschesi della necessità di votarsi alla Madonna del Rosario, per altro già ampiamente venerata  in città, e di costruire un segno tangibile della devozione. Si delibeò di erigere alla Madre di Dio un solenne Arco di Trionfo.
Il monumento, progettato dal fossanese G. Boetto, venne portato a termine, per problemi di statica, solo nel 1687, grazie all’intervento dell’architetto cheraschese F. D. Petitti, che ridimensionò l’edificio.
La domenica 9 maggio 1688 la Madonna del Rosario fu incoronata Regina di Cherasco con una festa solenne, tipica espressione del trionfo barocco, alla presenza di circa 25 mila fedeli. Gli amministratori cittadini ordinarono che la festa venisse reiterata ogni sette anni, cosa che realmente accadde, salvo rarissime eccezioni dovute a particolari e gravi contingenze storiche.

Il Museo Diocesano propone un percorso alla riscoperta dei luoghi e delle opere che la committenza (religiosa o laica, pubblica o privata) ha realizzato in relazione alla secolare devozione.

Il culto della Madonna del Rosario a Cherasco nacque, secondo le testimonianze storiche, dalla predicazione dei Domenicani. S. Domenico e la Madonna sono al centro del quadro “S. Domenico in Soriano” di Sebastiano Taricco, già nella chiesa della Maddalena, voluto a fine ‘600 da un priore della Compagnia del Rosario.

  

Nel percorso da S. Pietro a S. Iffredo, in via Garibaldi si incontra un affresco votivo La Madonna del Rosario e santi Maurizio e Agostino. La Madonna protettrice di Cherasco veniva invocata dalla comunità, ma anche dai privati, che ricevuta una grazia, manifestavano il loro ringraziamento facendo dipingere immagini ad ex voto sulla facciata delle case.

In rapida successione si incontrano i resti della chiesa domenicana della Maddalena, costruita all’inizio del '300, ove fu allestita, almeno dal ‘500, la prima cappella del Rosario.

La tela della Madonna del Rosario di Giuseppe Barotto, dei primi anni del ‘600, è una straordinaria attestazione di un culto che si configurava non soltanto come popolare, ma anche dei ceti dominanti. L’altra iconografia caratteristica, quella della Madonna di Pompei, per intenderci, compare invece in un gruppo statuario in stucco e in legno con La Madonna del Rosario con S. Domenico e S. Caterina di impronta ancora secentesca.
Centrali nella devozione dei Rosarianti sono I misteri del Rosario, che compaiono in una serie di 15 tele, già della Compagnia, probabilmente di metà ‘700, utilizzate visivamente dagli oranti al momento della enunciazione del tema della meditazione. 

 

Quattro colonne si innalzano su alti basamenti a scandire gli spazi aperti del fornice centrale e dei due minori ai lati, sormontati da nicchie con statue di S. Virginio e Santa Euflamia, protettori della città.

Sul cornicione in alto compaiono i santi promotori del rosario: Nicolò da Tolentino e il Beato Alano di Rupe e ancora San Domenico e Sant'Iffredo. Al centro del fastigio la Madonna con bambino con al fianco due angeli.
 

Qui i Rosarianti si affrettano a rinnovare la loro devozione, allestendo nel 1845 la cappella della Madonna del Rosariotrasportando tutto quello che di più prezioso avevano raccolto nei secoli.  La Madonna del Rosario, statua lignea dorata del tardo '600, disegnata da Sebastiano Taricco, fu portata a Cherasco e fu utilizzata per l'incoronazione del 1688, prima di andare a sostituire la precedente (di mezzo secolo prima) nella cappella alla Maddalena.

La liberazione di Cherasco dalla peste, olio su tela di Cesare Della Chiesa di Benevello, fu collocato quasi come un ex voto nel 1843, per ringraziare la Madonna della liberazione dal colera del 1835.
 

 

 

 


 

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