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Le collezioni del Tesoro della Cattedrale
Le collezioni del Tesoro della Cattedrale costituiscono un corpo eterogeneo di preziosi manufatti raccoltisi nel corso dei secoli. Molto del materiale è andato perduto nel tempo a causa di dispersioni, vendite, furti, tuttavia alcuni di questi oggetti d’arte e liturgia si sono conservati sino a noi. Le collezioni consistono in opere di oreficeria sacra, manufatti lignei, paramenti liturgici, reperti lapidei.Il progetto di Inventariazione informatizzata dei Beni Artistici Ecclesiastici, promosso dalla CEI, ha portato a una catalogazione sistematica di questo patrimonio e la redazione di alcuni cataloghi a corredo di altrettante mostre tematiche svoltesi a partire dal 2005 ha permesso di approfondirne lo studio.Le collezioni del Tesoro della Cattedrale sono conservate in locali non accessibili al pubblico e il Museo della Cattedrale intende essere un luogo in cui esse possano essere fruibili in particolari occasioni.
 
Nel vasto ambito degli arredi ecclesiastici una serie di oggetti sono collegati allo svolgimento del rito liturgico. Tra i vasi sacri si conservano i recipienti destinati a somministrare, trasportare ed esporre l’Eucarestia: calici, patene ed ostensori; un secondo gruppo comprende le suppellettili per l’abluzione, l’aspersione e l’incensazione: secchielli ed aspersori, turiboli e navicelle; tra gli oggetti devozionali: i reliquiari prevalentemente ad ostensorio; alcuni arredi utilizzati dalle Confraternite: le mazze processionali; infine le insegne ecclesiastiche quali i bastoni pastorali.Gli oggetti liturgici conservatisi sono databili dal XIV al XX secolo.
 
 Mazza capitolare Borrani Pietro secondo quarto del XIX secolo
   
Ostensorio raggiato Ravizza Gaspare 1752 - 1786Calice Orefice lombardo metà del XIV secolo
   
Calice di Mons. Vescovo Giocondo Salvaj - Balbino Carlo Secondo quarto del XIX secolo  
 
 
 
Fin dalle loro origini i paramenti hanno manifestato la gloria divina distinguendo le gerarchie e scandendo i tempi liturgici. Grande cura nell’esecuzione e raffinatezza nella scelta dei materiali hanno da sempre caratterizzato la loro realizzazione.La catalogazione del patrimonio tessile della Cattedrale ha consentito di individuare un consistente nucleo di preziosi paramenti liturgici che abbraccia un ampio arco cronologico compreso tra il XVII ed il XX secolo.Nel ricco arredo emerge la predilezione per il tema floreale, i tessuti marezzati, i damaschi. Alcuni dei manufatti sono riconducibili al committente che li ha commissionati grazie agli stemmi che campeggiavano nelle zone più visibili testimoniando la raffinatezza e la cultura dei vescovi albesi.
 
 
Pianeta manifattura italiana terzo quarto XVIII secolo 
  
  
Dalmatica manifattura italiana seconda metà XVII secoloPaliotto Pietro Battistolo 1844Velo da calice manufattura lionese 1735 -1740
 
 
Con il Concilio di Trento (1545 – 1563) si sancì la centralità dell’Eucarestia e si introdusse l’uso del tabernacolo fisso al centro dell’altare. Con il tabernacolo centrale vennero create altre strutture quali il gradino posto dietro la mensa, elemento d’appoggio, da questo momento, dei candelabri e dell’arredo sempre più ricco che caratterizzò l’epoca dalla Controriforma all’Ottocento. Da quel momento tronetti, candelieri, carte gloria ed altri apparati effimeri hanno ornato gli altari delle nostre chiese e della Cattedrale. Alcuni di questi arredi superstiti sono ancora conservati sugli altari o negli armadi da sacrestia nonostante il graduale disuso ne abbia favorito la dispersione. Tra i manufatti lignei occorre menzionare un insieme di vasi sacri costituito dai reliquiari di cui si conservano alcuni preziosi esemplari seicenteschi.
 
 
 
 
 
 
I marmi e le pietre presenti in Cattedrale ci narrano le vicende costruttive dell’edificio: dal complesso raffinato dei portali d’ingresso, alle “pietre” di epoca rinascimentale legate alla ricostruzione del vescovo Andrea Novelli, ai sontuosi marmi barocchi policromi degli altari, primo fra tutti, quello maggiore del vescovo Giuseppe Roero.Anche gli scavi condotti al di sotto della Cattedrale hanno portato alla luce interessanti reperti raccontando una storia che va dall'epoca romana, alla basilica paleocristiana con il prezioso fonte battesimale, agli apprestamenti altomedievali e poi romanici il cui splendore è intuibile dai reperti superstiti.Non è da trascurare l’interessante patrimonio di epigrafi e lapidi funerarie che possono contribuire ad approfondire aspetti legati alla vita cittadina.
 
  
   
Lavabo da sacrestia Scultore lombardo 1510-1520 Epigrafe di alerino Rambaudi con San Teobaldo e San Lorenzo 1429