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LECTIO DIVINA


 

Anno Pastorale 2008-2009

   “Vivere e comunicare la Speranza

    in famiglia e con le famiglie

 

   Anno Paolino

 
Orientamenti pastorali per l’anno 2008–2009
 

Sintesi degli Orientamenti Pastorali di Mons. Vescovo per l’anno 2008-2009

» Scarica il testo completo delle indicazioni pastorali

» Indulgenze speciali concesse per l'Anno Paolino

 

Gli orientamenti pastorali ruotano attorno alle 3 parole chiave che caratterizzano fortemente il nostro itinerario pastorale fino al 2011: comunione; formazione; missione.

 

La Comunione, innanzitutto.

Essa deve esserci primariamente con Cristo e conseguentemente tra di noi. Per questo chiedo a tutti nell’anno pastorale che abbiamo davanti uno specialissimo impegno nella liturgia, in particolare nella celebrazione della S. Messa e nel vivere l’anno liturgico nelle diverse sue fasi e momenti. Da qui viene ogni cosa. La liturgia non son cerimonie, anche se si compie attraverso riti che devono essere ben celebrati. La liturgia è partecipazione al mistero di Cristo, morto e risorto, al suo sacrificio di lode compiuto con la vita; è accoglienza dell’amore di Dio e restituzione a Lui di tutta la nostra vita, insieme a quella dell’intera umanità e del cosmo. Ed è attraverso la Liturgia che riusciamo ad avere “gli stessi sentimenti di Gesù”, come ci invitava a fare San Paolo nella lettura ai Filippesi. Che riusciamo in particolare a volerci più bene, ad avere “un medesimo sentire, rimanendo unanimi e concordi. A non fare nulla per rivalità o vanagloria, ma a considerare piuttosto con tutta umiltà gli altri superiori a se stessi. A cercare ciascuno non l’interesse proprio, ma anche quello degli altri.”

 

Formazione è la seconda parola chiave.

Dopo averne parlato a lungo in questi 2 anni, ora occorre impegnarci per davvero a far sì che le nostre parrocchie e le nostre famiglie siano effettivamente luoghi formativi ed educativi. In ordine a questo è stato fatto un buon lavoro dal Consiglio pastorale diocesano e dal convegno sinodale del 5 e 6 giugno scorso. Tra poco saranno promulgate le conclusioni del lavoro compiuto, ad integrazione del Liber Synodalis della nostra Chiesa. E queste conclusioni, bisognerà che siano affrontate in ogni singola parrocchia – durante tutto questo anno. Sono perciò da accoglierle con disponibilità e generosità, tenendo conto che provengono dalla riflessione fatta insieme a diversi livelli sul valore e l’importanza della formazione e dell’educazione.

 

La terza parola chiave: Missione.

Una chiesa più missionaria ed evangelizzante: a questo ci chiama il Signore. Ma dove e come impegnarci nell’annuncio del Vangelo e nella comunicazione della Speranza in un mondo che cambia? C’è la missione “ad gentes” che consiste nell’andare in paesi stranieri a testimoniare il Vangelo di Cristo. C’è però anche – non meno importante - la missione qui tra noi e nei nostri ambiti di vita. E qui è certamente urgente la comunicazione della Speranza all’interno delle nostre famiglie e più in generale dentro l’ambito complesso e articolato delle relazioni affettive, coniugali e genitoriali. E’ urgentissimo. Drammaticamente urgente, come ci dimostrano sempre più spesso episodi tragici accaduti anche in questi giorni dalle nostre parti. L’esperienza delle relazioni affettive e familiari, nelle quali siamo tutti coinvolti in prima persona, ha bisogno di essere raggiunta dalla luce del Vangelo; ha bisogno di ricevere un annuncio, una comunicazione di speranza, della Speranza che non delude. Lo chiedono le nostre famiglie e le famiglie in genere; lo chiedono i giovani che si amano ma non conoscono che cosa sia amore vero, né la bellezza della famiglia secondo il progetto di Dio già iscritto dentro la natura umana; lo chiede chi ha sperimentato la fragilità dei propri legami affettivi e ne cerca altri; chi ormai una famiglia non l’ha più ed è nella solitudine; lo chiedono le famiglie che per paura o difficoltà di varia natura hanno rinunciato ad avere figli o al loro fondamentale compito educativo. Durante questo anno pastorale dobbiamo quindi iniziare a pregare e a riflettere su tutto questo. Ed è per questa attenzione che invito ogni parrocchia a impostare in modo nuovo l’accompagnamento ai giovani che intendono formarsi una famiglia o che l’hanno formata da poco. Si tratta di un momento decisivo nella vita delle persone ed occorre una proposta pastorale adeguata, più attenta rispetto a quella dei cosiddetti “corsi prematrimoniali”. Il sussidio preparato dall’ufficio diocesano di pastorale familiare suggerisce in modo chiaro e concreto come realizzare la nuova impostazione.

 

Anno Paolino

Quello che abbiamo davanti è anche, per tutta la Chiesa, l’anno centenario della nascita del grande apostolo S. Paolo. Pregheremo e mediteremo insieme alcune sue lettere, quelle a Timoteo e a Tito, per la precisione. Bisogna insistere e non arrendersi, poiché la conoscenza delle Sacre Scritture è ancora troppo scarsa tra noi. In alcuni luoghi e giorni determinati si potrà ricevere l’indulgenza plenaria prevista dal Santo Padre, mentre le parrocchie, da sole o in unità pastorale, è bene che si organizzino per un pellegrinaggio alla tomba di S. Paolo a Roma.


Il Settecentenario della Beata Cristiana da Santa Croce

Ci accompagnerà poi in questo anno la Beata Cristiana da S. Croce, fiore bellissimo della nostra terra. Il 4 gennaio 2009 si aprirà l'anno settecentenario della morte. Mi pare bello che questo fatto abbia risvolti pastorali e sia occasione di crescita nella fede e nella testimonianza. Oringa Menabuoi, pur appartenendo ad un periodo storico lontano, ha molto da dirci. Visse in un'epoca di transizione caratterizzata da grandi cambiamenti e da forti contraddizioni. La figura di questa giovane donna capace di intraprendere il cammino della vita con estrema libertà, indomito coraggio e assoluta fiducia nel Signore, si staglia nell'orizzonte del suo tempo con accenti di sorprendente attualità.

 

Il ricordo di don Divo Barsotti

L'altra figura che ci accompagnerà con una mostra a lui dedicata in San Miniato nella prima metà di febbraio, sarà don Divo Barsotti. Non è un santo canonizzato, ma la sua santità è evidente. Ricordarlo non è solo debito di riconoscenza per chi ha contribuito ad arricchire così tanto la nostra Chiesa, ma è far memoria di un maestro da cui possiamo imparare. Dio non fa nascere le persone in un luogo per caso, ma per un misterioso disegno da decifrare ed accogliere.

 

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