El Houssoun (Libano), 24 agosto 2006

 

Carissimo Don Arrigo,

mai come ora ho sentito quanto la Chiesa Vicentina sia vicina ai suoi missionari, specialmente nei momenti di maggiore difficoltà.

La ringrazio di avermi invitato a partecipare alla Veglia Missionaria che si terrà in Cattedrale il 7 Ottobre prossimo e, a Dio piacendo, spero proprio di essere presente. Intanto vorrei qui esprimere la mia profonda gratitudine per quanto l'Ufficio Missionario ha già fatto in passato per i missionari vicentini in Medio Oriente.

Tuttavia questa volta la situazione è così drammatica, e i bisogni così urgenti che mi sento obbligato a stendere di nuovo la mano: ma voi mi avete già prevenuto con la vostra carità, e questo la dice lunga sullo spirito di solidarietà che vi anima. Mi rivolgo a lei anche a nome di tante famiglie libanesi sventurate, che stanno passando per momenti terribili di sofferenze, di perdite dei loro cari, di privazioni e di strettezze.

All'inizio della guerra la nostra Casa Salesiana di El Houssoun ha accolto 125 Rifugiati, con tanti bambini e giovani mamme, ma anche con tante persone anziane e alcuni malati. La maggior parte erano musulmani, della zona sud di Beyrouth.

Tra le tante rovine di questa guerra stiamo assistendo ad una meraviglia nuova: tanti musulmani cercano e trovano un rifugio proprio presso i cristiani che, dimenticando le dolorose cicatrici della guerra civile passata, hanno accolto i rifugiati, fraternizzando con loro.

Questa convivenza fraterna è un fatto nuovissimo, inimmaginabile fino a pochi anni fa: per ora è soltanto ancora un piccolo seme, che però può diventare domani un cedro gigante, tale da estendere i suoi rami su tutto il Paese dei cedri.

Vivendo insieme così si sta già realizzando, come in laboratorio, il Libano di domani, quel Libano "Messaggio" di cui aveva parlato Giovanni Paolo II durante la sua indimenticabile visita in Libano.

Adesso i bombardamenti sono quasi cessati, ma il ronzio degli aerei che passano sopra di noi si fa sentire anche in questo momento mentre le sto scrivendo. La tregua pur fragilissima sembra tenere, ma la pace è ancora lontana. Quello che è rimasto sono i bisogni immensi di tanta gente disperata, senza lavoro, che sta ancora attorno a noi, e che ci domanda aiuto.

Per questo vengo a lei, carissimo Don Arrigo, ringraziandola con sentimenti di commossa gratitudine per quanto state raccogliendo per i poveri del Libano: così potrò venire incontro alle situazioni più urgenti.

Voglia porgere i miei più vivi ringraziamenti a Sua Eccellenza Mons. Cesare Nosiglia, il centro di unità della nostra cara diocesi vicentina e il primo propulsore della sua carità missionaria. Con animo grato le assicuro il mio ricordo nella preghiera secondo tutte le sue intenzioni.

Le mando anche qualche stralcio di notizie, già passate, ma che aiutano a farsi un'idea della tragedia che sta vivendo questo caro Paese.

Un caro saluto e un forte abbraccio,

Mons. Armando Bortolaso

Vescovo emerito di Aleppo

 

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